Diabete, migliora di tre punti la qualità dell’assistenza in Italia

Diabetologia | Redazione DottNet | 05/04/2013 14:57

Migliora costantemente negli ultimi 8 anni la qualità delle cure contro il diabete, e aumenta il numero delle persone con diabete ben controllato. Lo attestano gli 'Annali AMD 2012', rapporto annuale sull'assistenza erogata nei centri di diabetologia in Italia, realizzato dall' Associazione Medici Diabetologi (AMD), che terrà a Roma il 1 giugno prossimo il suo 19/o Congresso Nazionale (clicca qui per scaricare il rapporto completo).   

Il rapporto valuta il livello degli esami eseguiti, il tipo di cure erogate e i risultati conseguiti in 320 Centri di diabetologia (il 50% di quelli presenti in Italia) distribuiti in tutte le regioni, per un totale di quasi 550.000 persone (circa il 20% dei 3 milioni di Italiani con diabete) negli 8 anni trascorsi dal 2004 al 2011.   Il miglioramento della qualità delle cure è testimoniato dall' aumento di 3 punti dello 'score Q' (Q per qualita'), un ''indice oggettivo - dice Carlo B. Giorda, Presidente AMD - che valuta l'efficienza delle cure e dell'assistenza prestate, e conseguentemente l'efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall'infarto, all'ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalità''.   Ebbene, tra il 2004 e il 2011 lo score Q per il diabete tipo 2 e' cresciuto dal 21,4 al 24,7, mentre è passato da 22,5 a 25 nel diabete tipo 1. Ma il dato piu' rilevante e' il grande aumento del numero di persone con diabete con indice superiore a 25, a fronte di una riduzione di quelle con score inferiore a 15. Secondo il rapporto sono migliorati anche i risultati degli interventi sul profilo lipidico e sulla pressione arteriosa, principali fattori associati alle complicanze cardiovascolari del diabete. E' infatti aumentato il numero di persone diabetiche cui viene misurato annualmente il colesterolo LDL (dal 57,2% al 73,8%), così come si è incrementato il numero delle persone con colesterolo LDL 'a target' (dal 26,2% al 48,1%).  Anche la percentuale di persone in cura con farmaci antipertensivi è aumentata nel periodo considerato, praticamente raddoppiando sia per i pazienti in monoterapia (32,2% contro 60,4% nel 2011) sia per quelli in politerapia (17,4% contro 35,7% nel 2011). Si è dimezzata anche la percentuale di persone non trattate, nonostante valori pressori elevati (dal 60,4% al 30,2%). Tuttavia, se l’evoluzione dell’approccio terapeutico ha migliorato nel tempo sia la percentuale di persone con pressione arteriosa minore di 130/80 mmHg (10,8% nel 2004, 17,4% nel 2011) sia quella con valori superiori a 140/90 mmHg (64% nel 2004, 52,9% nel 2011), “questi risultati non sono ancora accettabili e lontani dagli obiettivi di cura indicati dalle linee guida. A tutt’oggi, la percentuale di persone con diabete in cura con i farmaci antipertensivi, ma con valori di pressione non controllati adeguatamente si attesta ancora su un 56,8%”.   

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Fonte: AMD

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