Medici e badanti non si vaccinano. E quest'anno l'influenza sarà più aggressiva

Redazione DottNet | 06/11/2008 13:35

Medici e personale sanitario si vaccinano poco per l'influenza, insufficiente anche tra pediatri e medici di famiglia la percentuale di vaccinati, col rischio che, venendo in contatto con centinaia di malati al giorno, il virus circoli con loro, insomma che i medici si facciano 'untori' della malattia.

E' quanto affermato da Aurelio Sessa, Responsabile Influenza, Società Italiana di Medicina Generale nel corso di un incontro sulla vaccinazione anti-influenzale presso l'ENPAM. Analoga è la situazione tra le badanti che dovrebbero vaccinarsi per proteggere gli anziani fragili alla cui assistenza sono addette. Tutte le categorie a contatto con la gente, per esempio dipendenti pubblici, dovrebbero vaccinarsi per contenere l'epidemia, aggiunge Sessa. ''Probabilmente i medici non credono abbastanza all'efficacia del vaccino'', ipotizza Sessa, ma il problema è che manca ancora la cultura in materia di tutela della salute pubblica. Quest'anno si attende un'influenza più aggressiva, ricorda Walter Pasini, Direttore Centro OMS per la Travel Medicine, perchè si aspettano ceppi virali nuovi potenzialmente aggressivi anche su chi si è vaccinato gli anni passati. Veniamo da due anni di influenza moderatamente benigna, per questo anche statisticamente quest'anno si aspetta un'influenza un po' più aggressiva, ma è difficile fare stime: quella dell'agenzia di controllo UE secondo cui fino al 25% degli europei potrebbe esserne colpito è probabilmente un'esagerazione. ''Mentre lo scorso anno almeno 2,8 milioni di italiani hanno avuto l'influenza - afferma Sessa - quest'anno se va bene saranno 3 milioni, male che vada sette''. ''Ogni anno l'influenza viene accolta come fosse un evento metereologico - conclude Pasini - con scarsa attenzione, mentre la malattia ha un impatto sanitario e sociale enorme, si pensi solo ai giorni di lavoro persi''.

 

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