Enpaf: ecco le proposte a sostegno della disoccupazione e per la professione

Farmacia | Redazione DottNet | 05/04/2013 15:21

Allungamento del periodo massimo di disoccupazione in cui è consentito versare soltanto il contributo di solidarietà e istituzione di un osservatorio permanente tra tutte le componenti della professione a fini consultivi. Sono le due proposte che l’Enpaf metterà in agenda dopo l’incontro di stamattina con le sigle del comparto su previdenza e occupazione.

Una quindicina le organizzazioni riunite attorno al tavolo (Federfarma, Fofi, Utifar, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Anpi e Federazione nazionale parafarmacie, Sinafo, Assofant, Conasfa, Fiafant e Mnlf), ciascuna delle quali ha messo sul tappeto le proprie “doglianze”: i sindacati della dipendenza hanno chiesto soluzioni per i collaboratori già iscritti all'Inps, i contratti atipici (co.co.pro e simili) e i disoccupati, le sigle delle parafarmacie hanno lamentato l’onerosità della contribuzione intera a fronte della crisi, Federfarma ha ricordato la spina rappresentata dallo 0,90 e la stretta sui fatturati Ssn, che acuisce la propensione dei titolari a una pensione più che simbolica. Dall’altro lato del tavolo il presidente dell’Enpaf, Emilio Croce, ha misurato con il centimetro lo spazio di manovra in cui l’ente si potrà muovere: «Ogni modifica ai meccanismi contributivi impone la copertura finanziaria» riassume Croce a Filodiretto «il nostro sistema è regolato da leggi sulle quali vigilano sette ministeri». Qualcosa comunque si potrà fare, anche se l’ultima parola spetta al nuovo Consiglio di amministrazione, ancora da insediare perché manca il governo che dia l’ok alla nomina dei rappresentanti di Economia e Lavoro. Su iniziativa di Federfarma, per cominciare, è passata la proposta di istituire un Osservatorio permanente che farà da raccordo tra professione e Fondazione. «Se l’Enpaf vuole continuare a raccogliere tutti i farmacisti» è il commento di Maurizio Pace, segretario della Fofi «è fondamentale che tutte le componenti professionali abbiano un ruolo e siano al centro della politica dell’ente». Nel corso dei lavori, poi, l’Enpaf si è impegnato a valutare un’estensione del periodo massimo per il quale il farmacista disoccupato può limitare la contribuzione alla sola quota di solidarietà (il 3 anziché il 15%): al momento non sono consentiti più di cinque anni, ma – come scrive l’Enpaf nel comunicato diffuso dopo l’incontro – «il Consiglio di amministrazione, consapevole della gravità della situazione economica di tutto il settore, non si sottrarrà alla ricerca di soluzioni, anche sul piano assistenziale». Soluzioni, comunque, «che non possono essere rimesse a irrealistiche e improbabili interventi del legislatore nel settore della nostra previdenza». «Una previdenza» ha ricordato durante i lavori il presidente dell’Utifar, Eugenio Leopardi «la cui sostenibilità è nostro interesse difendere, perché altrimenti si dà spazio a chi vorrebbe eliminare le casse private e aggregare tutti al carrozzone dell’Inps».

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Fonte: Federfarma, Enpaf

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