Il Ministero cancella gli psicologi ospedalieri

Redazione DottNet | 08/04/2013 16:36

Nessuna attivita' di supporto e assistenza psicologica ''verra' piu' fornita dagli ospedali italiani, e i circa mille psicologi ospedalieri di ruolo e gli altrettanti che li affiancano e che lavorano con contratti a termine spesso finanziati da associazioni di malati, cesseranno ogni attivita'''.

 La denuncia arriva dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, da nove societa' scientifiche del settore oltre che dalle stesse associazioni di malati, dopo che il decreto sugli standard ospedalieri predisposto dal Ministero della Salute, afferma il Consiglio degli psicologi, ''non prevede questa attivita', cancellandola quindi, di fatto, dagli ospedali italiani''.   Nonostante la ''svista sia stata prontamente segnalata dall'Ordine Nazionale degli Psicologi - afferma il Consiglio in una nota - nessuna marcia indietro del Ministero. Da qui, oltre alla denuncia delle societa' scientifiche e delle associazioni di malati, anche il lancio della petizione 'Non cancelliamo la psicologia negli ospedali' che ha gia' raccolto molte migliaia di firme in pochi giorni. Il timore e' che il provvedimento, che non ha giustificazioni economiche, passi alla chetichella in questo periodo di limbo della politica riportando l'Italia indietro di trent'anni''. Lo psicologo ospedaliero, denuncia il Consiglio, ''e' presente in misura largamente insufficiente per assicurare interventi adeguati ed omogenei sul territorio nazionale. E che l'aiuto psicologico sia considerato molto importante dai pazienti viene confermato dal fatto che esso sia la terza voce di spesa, dopo badanti e farmaci non erogati dal Ssn, che i cittadini affrontano pagando di tasca propria''.  Tutto questo si ribalta pure sui costi sociali: un'indagine su 9 milioni di cittadini USA ha mostrato come i fattori psicologici aumentino i costi sanitari dal 30% al 170%.

Fonte: ordine degli psicologi

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