A maggio il tavolo sulle carenze della filiera farmaceutica. La lista dei medicinali più venduti

Redazione DottNet | 11/04/2013 21:27

ministero-della salute

Si dovrebbe riaprire ai primi di maggio il tavolo su carenze e contingentamenti nella filiera farmaceutica. Devono ancora essere risolti gli ultimi dettagli, ma l’incontro dovrebbe vedere la presenza delle sigle che più sono toccate dal tema: Assofarm e Federfarma per quanto concerne le farmacie, Adf e Federfarma Servizi per i distributori, Farmindustria per i produttori e infine la Fofi.

Sul tappeto, come noto, la recrudescenza di mancanti e contingentamenti registrata negli ultimi mesi e le eventuali soluzioni con cui garantire il servizio alla collettività.  E a proposito di soluzioni, merita senz’altro un cenno il documento presentato un paio di settimane fa in Francia dall’Académie de pharmacie per fare il punto sul fenomeno, fonte di preoccupazioni anche Oltralpe. Nel suo rapporto, la società scientifica individua tra le cause profonde del problema non solo le esportazioni parallele, ma anche le “delocalizzazioni” attuate negli ultimi anni da parecchie industrie farmaceutiche: oggi, osserva l’Accademia, una quota compresa tra il 60 e l’80% dei principi attivi impiegati dai produttori proviene da paesi extracomunitari, soprattutto India e Cina. Differenze normative tra questi paesi e l’Unione europea e processi produttivi che non sempre riescono a garantire la qualità richiesta, prosegue l’Accademia, comportano periodicamente il ritiro di forniture di materia prima che si traducono in carenze e interruzioni della logistica.  A fronte di tale quadro, la proposta è quella di “mappare” i farmaci per i quali esistono sufficienti rischi di rotture negli stock e valutare seriamente se non sia il caso di rilocalizzare la produzione dei loro principi attivi nei paesi europei. Non rappresenterebbe la soluzione definitiva di un fenomeno che è spiegato da diverse concause (tra le quali, oltre al già citato parallel trade, l’adozione di regole sempre più severe nella distribuzione e l’allungamento della catena distributiva), ma per l’Académie sarebbe già un bel passo avanti.

I medicinali più venduti.  Intanto il ministero ha pubblicato l'elenco dei farmaci più venduti (clicca qui per scaricare il documento completo). Si tratta in pratica dei Sop e degli Otc acquistati dai farmacisti per rifornire le farmacie e gli esercizi commerciali previsti dall'art. 5 del Decreto Legge 223/2006 . L'elenco, a sua volta, rappresenta un indicatore dei Sop e degli Otc venduti agli italiani.  Rispetto al secondo semestre del 2011 le prime dieci posizioni restano invariate. Da segnalare che l'Aspirina "400 mg compresse effervescenti con vitamina C" scende dalla terza alla decima posizione, passando da 1 milione e 890 mila confezione vendute a 1 milione e 538mila. All'inverso, l'Enterogermina "2 miliardi/5 ml sospensione orale" sale dal nono al quinto posto, guadagando una fetta di mercato che le consente di salire da 1 milione e 482mila confezioni sino a 1 milione e 914 mila. In ascesa anche le vendite di Rinazina "100 mg/100ml spray nasale", che rosicchia tre gradini e si proietta dalla settima alla quarta piazza, forte di 1 milione e 974 mila confezioni vendute nel secondo semestre dello scorso anno a fronte di 1 milione e 566mila registrate nell'analogo periodo del 2011.  La tachipirina "500 mg compresse" conserva la leadership, anche se mostra un andamento in flessione, probabilmente a causa della crisi complessiva che sta erodendo un po' tutti i settori dell'economia: nel secondo semestre del 2011 aveva totalizzato 3 milioni e 324mila confezioni vendute, mentre nello stesso arco temporale dello scorso anno si è fermata a quota 2 milioni e 880mila. Nel complesso, però, la situazione non mostra variazioni significative e il mercato sembra mantenere più o meno la stessa configurazione di dodici mesi fa. 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: Federfarma, ministero della Salute