Garbarini: i nuovi Lea declassano molte attività chirurgiche

Medicina Generale | Redazione DottNet | 06/11/2008 15:34

''Voi vi fareste operare di cataratta in un ambulatorio?''. E' la domanda che pone ai giornalisti Ugo Garbarini, vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Milano, nel corso della conferenza stampa indetta per denunciare all'opinione pubblica i rischi contenuti nel decreto sui nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza).

Il decreto non è ancora stato emanato, anche se ha avuto l' approvazione di massima della Conferenza delle Regioni, ma comporta - dicono i medici - ''il declassamento a semplici prestazioni ambulatoriali di molte procedure chirurgiche che oggi si eseguono in day surgery, in ambiente ospedaliero''. L'Ordine di Milano ha quindi estrapolato dall'elenco delle prestazioni ''trasferibili in regime ambulatoriale'' (allegato 6b nel testo del decreto) molti interventi, quali 'liberazione del tunnel carpale', 'intervento di cataratta con o senza impianto di lente intraoculare', 'ricostruzione della palpebra', 'amputazione di dita del piede', 'litotripsia del rene con cateterismo uretrale', 'artroscopia' e altro. ''A parte le note limitative di molti esami diagnostici che non verranno più rimborsati al cittadino, questa modalità organizzativa delle prestazioni chirurgiche - si domanda il presidente dell'Ordine Roberto Anzalone - metterà al riparo i pazienti dalle infezioni? Se durante o dopo l'intervento ambulatoriale insorgesse dolore, sarà presente l'anestesista? A chi si rivolgerà il cittadino in caso di complicanze?''. ''Capisco che abbiano bisogno di tagliare le spese e di diminuire il tasso di ricovero ospedaliero - argomenta la dottoressa Dalila Greco - ma una cosa è la day surgery in ambiente ospedaliero o in casa di cura privata, dove c'è una sala operatoria, altro è dire 'ambulatorio' senza precisarne le caratteristiche essenziali per un' attività che comunque la si veda è sempre chirurgica''.

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