Vaccino contro l’emicrania, tempi brevi: intervista con Piero Barbanti. Ecco quelli in arrivo

Silvio Campione | 17/04/2013 15:37

Un vaccino contro l’emicrania che potrà finalmente abbattere il fastidioso e a volte devastante dolore. Il farmaco, che per ora viene identificato con la sigla, ADL 403, fa parte della famiglia degli anticorpi monoclonali e ha il compito di “spegnere”  il meccanismo che fa scatenare la crisi emicranica, tanto che viene per questo motivo definito come vaccino.

“Il bersaglio di questa sostanza è il Cgrp -  spiega Piero Barbanti, Responsabile dell'Unità per la diagnosi e la cura della cefalea e del dolore dell'IRCCS San Raffaele Pisana di Roma (clicca qui per vedere la video intervista in esclusiva) -. Gli studi degli ultimi anni hanno dimostrato che questo peptide è uno dei grandi responsabili dell'attacco perché viene liberato dalle terminazioni del trigemino che innervano i vasi meningei inducendoli a dilatarsi e innescando così l'attacco doloroso”, spiega Barbanti.  La vaccinazione mira, dunque, al recettore del Cgrp, impedendo che questo venga "abbracciato", e quindi attivato, dal proprio peptide. “Certo, l'Adl 403 non cancella del tutto le crisi – precisa lo specialista -.  Non dimentichiamoci che alla base c'è verosimilmente una predisposizione genetica che non si può modificare. Va detto, inoltre, che il Cgrp non è l'unica sostanza coinvolta nel processo infiammatorio, anche se è quella maggiormente implicata”. Ma come funziona in dettaglio l’ADL 403?  Iniettato nel paziente in singola dose,  il farmaco va a tacitare il recettore del CGRP (sigla di calcitonine gene related peptide, cioè peptide correlato al gene della calcitonina) sul quale quattro anni fa era già stato provato con alterno successo il farmaco telcagepant. Il CGRP è il più potente vasodilatatore conosciuto che viene rilasciato dal cosiddetto sistema trigeminale, il complesso di fibre nervose sensitive e motorie raccolte nel nervo trigemino, il grosso fascio nervoso che provvede alla sensibilità delle regioni superficiali e profonde della faccia e all’innervazione dei muscoli masticatori, occupandosi anche delle secrezioni lacrimali, nasali, salivari e dell’iride dell’occhio. Durante l’attacco emicranico questo sistema si attiva, svolgendo un ruolo chiave nella modulazione del dolore e nella vasodilatazione cranica che accompagna l’emicrania: una volta che il CGRP viene rilasciato dalle cellule nervose (durante l’attacco i suoi livelli nel sangue aumentano improvvisamente) va a legarsi ai suoi recettori disposti in molte aree importanti per la trasmissione del dolore (ad esempio il nucleo talamico postero-ventrale mediale) che vengono così innescati, contribuendo all’aumento del calibro delle arterie e all’invio degli impulsi dolorosi ai centri superiori. I farmaci considerati da anni di prima scelta nel trattamento dell’emicrania, i cosiddetti triptani, pur esercitando un’azione principalmente rivolta su altri recettori (quelli della serotonina 5HT1), sembrano contribuire anche a una certa riduzione della concentrazione di CGRP e ciò corrobora ulteriormente la loro efficacia in questo disturbo.

I vaccini elisir di lunga vita: Entro 10-15 anni i vaccini si trasformeranno in 'elisir di lunga vita', capaci di evitare le principali patologie che colpiscono gli anziani. Ne e' convinto Rino Rappuoli, responsabile mondiale della ricerca vaccini dell'azienda Novartis, che esporra' la visione in una lecture al World Vaccine Congress che si apre oggi a Washington, alla vigilia della Settimana dell'Immunizzazione indetta dall'Oms.  ''Nel secolo scorso i vaccini sono stati l'intervento sanitario piu' efficace - sottolinea Rappuoli - ma in questo secolo potranno fare ancora di piu'. Oggi la societa' ha problemi medici nuovi a causa dell'invecchiamento, ma si potra' impedire che si sviluppino le malattie degli anziani. Penso a patologie che diventano pericolose quando il sistema immunitario si indebolisce, come l'influenza, o alle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, ma anche ai tumori. Molti di questi vaccini sono imminenti, altri arriveranno in 10 -15 anni''.  Contro i tumori si agira' sia contro i virus che li generano, come l'Hpv sia, per quelli non legati alle infezioni, sfruttando gli antigeni che il cancro rilascia nel sangue: ''Si sta pensando a vaccini in grado di stimolare il sistema immunitario contro gli antigeni - spiega l'esperto - le tecnologie per farlo sono in continua evoluzione: fino a 3 anni fa avrei detto che non era possibile, oggi invece sono fiducioso''.  Oltre ad aumentare le patologie per cui saranno disponibili i vaccini, cambiera' il modo di produrli: ''Al momento si usano ancora le uova, il metodo introdotto un secolo fa - afferma Rappuoli - noi abbiamo appena registrato un metodo per utilizzare invece colture cellulari. Per capire l'importanza del passaggio si pensi proprio all'influenza: non tutti i ceppi crescono sulle uova, e questo porta al fatto che ogni tre o quattro anni non c'e' il ceppo giusto nel vaccino, oppure pur essendoci muta leggermente, rendendo l'immunizzazione inefficace, com'e' successo negli Usa quest'anno. Con le colture il problema non si pone''.

I vaccini in arrivo: Dall'Alzheimer ai tumori, passando per il diabete, sono moltissimi i vaccini in sperimentazione nel mondo che potrebbero cambiare la vita degli anziani, e non solo. Ecco i piu' importanti allo studio:

- TUMORI: in sperimentazione ci sono vaccini contro diversi agenti patogeni che provocano tumori, come i virus dell'epatite C, nuovi ceppi di papillomavirus oltre quelli gia' coperti, ma anche l'helicobacter pilori, un batterio legato ad alcuni tumori dello stomaco. In futuro arriveranno anche vaccini che colpiscono i tumori non generati da infezioni, che avranno come obiettivo gli antigeni, sostanze rilasciate dai tumori nel sangue.

- ALZHEIMER: sono molte le sperimentazioni in corso di vaccini contro l'Alzheimer. Quello piu' avanzato e' il Cad106 che, secondo i risultati del test di fase 2 pubblicati da Lancet Neurology, ha mostrato una protezione dalle placche responsabili della malattia soprattutto nella fase iniziale o intermedia. Il mercato potenziale e' di 1,15 miliardi di dollari entro il 2020.

- IPERTENSIONE: due le sperimentazioni di fase 2 in corso. Questi vaccini avrebbero un mercato potenziale di 2,4 miliardi di dollari.

- DIABETE: un vaccino contro il diabete di tipo 1 e' dal 2009 in fase 2 della sperimentazione.

- MRSA: l'infezione da staffilococco aureo resistente alla meticillina (Mrsa) solo negli Usa fa piu' vittime delle armi da fuoco. Un vaccino e' segnalato nella fase 2, mentre un altro nella fase 1. Il mercato nel 2020 varrebbe 650 milioni di dollari.

- PARKINSON: finora le difficolta' nel trovare un trattamento sono analoghe a quelle presenti per la messa a punto di un vaccino. C'e' pero' allo studio una molecola che potrebbe avere esiti interessanti.

- OBESITA': ancora in fase iniziale, i vaccini contro l'obesita' avrebbero un mercato potenziale di 900 milioni di dollari.

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: Interna

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato