Anaao, l’intramoenia va rinviata: le Regioni non sono pronte

Redazione DottNet | 16/04/2013 17:14

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Rinviare l’Intramoenia al 31 dicembre. L’Anaao ritiene che non ci siamo margini per avviare subito la rivoluzione prevista, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Il sindacato ha inviato ieri  al ministro della Salute, Renato Balduzzi e al presidente delle Regioni, Vasco Errani una lettera in cui chiede il rinvio per  “La lentezza con cui le Regioni stanno provvedendo agli adempimenti previsti”.

“Questa Organizzazione sindacale - si legge nella lettera - in analogia con quanto espresso dalla Conferenza delle Regioni, chiede il rinvio al 31 dicembre 2013 del termine per la temporanea continuazione dello svolgimento di attività libero professionali presso studi professionali già autorizzati, attualmente fissato al 30 aprile 2013”. “Il grave ritardo – prosegue la missiva - con cui le Regioni stanno provvedendo agli adempimenti previsti dal DL 158/2012 in materia di attività libero-professionali giustifica la richiesta di proroga di attività e prestazioni che, altrimenti, andrebbero in gran parte perdute”. “Si ricorda - conclude il Segretario Nazionale dell'Associazione, Costantino Troise - che la libera professione intramuraria costituisce un diritto del professionista e del cittadino e costituisce una voce di bilancio attiva sia per l'erario che per le aziende sanitarie che traggono risorse non irrilevanti da questo istituto. Pertanto lo smantellamento della attività libero professionale intramuraria in forma allargata andrebbe ad aggravare ulteriormente il già pesante sottofinanziamento del servizio pubblico”.

I numeri: L'intramoenia (cioe' l'attivita' libero professionale dei medici pubblici) e' scelta nel Servizio sanitario nazionale dalla stragrande maggioranza dei medici (95%), ma, a distanza di 14 anni dalla Riforma sanitaria, e' ancora una chimera in almeno il 50% delle strutture sanitarie, dove non e' stato possibile reperire gli spazi adatti per realizzare l'attivita'.  La libera professione intramuraria, introdotta dalla Riforma Sanitaria del 1999, e' regolata dalla legge 120 del 2007, che dava tempo alle Regioni di adeguare le strutture pubbliche e rendere disponibili i locali destinati all'intramoenia entro il 31 dicembre 2012. In attesa dell'adeguata ristrutturazione di Asl e ospedali, si prevedeva la possibilita' per i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale che optavano anche per la libera professione di esercitarla fuori dalle strutture pubbliche, nei propri studi quindi, laddove non fossero ancora state adottate le misure per garantire l'esercizio dell'attivita'. Il 30 aprile scade appunto la proroga per l'esercizio di tale libera professione intramoenia allargata.  Lo scorso marzo, pero', e' stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni lo schema di 'contratto' tra medici e azienda per esercitare l'intramoenia negli studi privati ad alcune condizioni. Il 'tagliando' alla regolamentazione della libera professione dei medici del servizio pubblico, che prevede tra l'altro la completa tracciabilita' di tutti i pagamenti, e' stato fatto con il cosiddetto 'decreto sanita', approvato in via definitiva lo scorso novembre. Il provvedimento prevede appunto che si possa ancora esercitare l'intramoenia negli studi privati ma collegati in rete con le Asl, ''in via residuale'' (cioe' solo laddove si sia verificata la effettiva mancanza di spazi all'interno delle strutture pubbliche) e ''previa sottoscrizione di una convenzione annuale rinnovabile tra il professionista interessato e l'azienda sanitaria di appartenenza''. La prevista sperimentazione non e' ancora partita.

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Fonte: Anaao