Sondaggio Doxapharma: gli italiani spingono per la farmacia dei servizi

Farmacia | Redazione DottNet | 17/04/2013 16:29

Non c’è soltanto la “pauperizzazione” della ricetta Ssn a spingere le farmacie sul terreno dei servizi e della pharmaceutical care. Lo vogliono anche gli italiani come emerge dalla ricerca Doxapharma sullo scenario a medio termine della farmacia italiana, una sorta di “guida” alla farmacia di domani che verrà presentata a Cosmofarma nel corso del convegno Federfarma-Fofi sulla pharmaceutical care.

 «La deospedalizzazione del Ssn e la domiciliarizzazione delle principali cronicità» spiega a Filodiretto Gadi Schoenheit, managing director dell’istituto di ricerche, tra i relatori dell’evento di sabato mattina «stanno facendo emergere nel paziente nuovi bisogni, legati non più al farmaco ma all’informazione e alla formazione sulla salute. Gli italiani, in sostanza, chiedono un nuovo modello di farmacia, un centro integrato di servizi che sappia essere terminale “intelligente” del Ssn». La territorializzazione delle cure, in sostanza, rappresenta per i farmacisti un’opportunità da non perdere: «Si tagliano posti letto e si chiudono ospedali» prosegue Schoenheit «e il paziente fa sempre più fatica a identificare i professionisti che sul territorio si occupano di lui. Nel disorientamento, diventerà per tutti naturale rivolgersi alla farmacia, perché è quella più accessibile e che gode di maggiore visibilità». Ed ecco allora la sfida: perché se le farmacie non sapranno rispondere prontamente a questa richiesta di aiuto, saranno altri a farsi sotto al posto loro. «In tale arena» ricorda Schoenheit «le farmacie partono con un vantaggio competitivo importante su tutti i loro potenziali concorrenti, perché hanno un’immagine di servizio che a tutti gli altri manca. Ma attenzione: se si deludono le attese, si dà l’occasione agli altri di coprire il vuoto». Ecco allora perché Federfarma ha ritenuto opportuno anteporre a ogni progettualità su farmacia dei servizi e pharmaceutical care una fotografia dell’esistente, dalla quale trarre una mappa degli interventi e delle priorità. A scattarla provvede la ricerca-sondaggio avviata a dicembre in collaborazione con il Pcne (Pharmaceutical care network Europe) e Gsk e destinata a protrarsi fino a giugno: coordinata da Giancarlo Nadin, docente di marketing alla Cattolica di Milano, l’indagine ha per obiettivo quello di misurare il livello di penetrazione finora raggiunto dai nuovi servizi e dalla pharmacy care nelle farmacie italiane. «Le esperienze ci sono e alcune anche di rilievo» è il parere di Gioacchino Nicolosi, vicepresidente di Federfarma «ma per fare il salto di qualità serve una cabina di regia che dia ordine e coerenza ai progetti locali. Federfarma nazionale punta a istituire un coordinamento ma prima occorre avere un quadro aggiornato di quello che già c’è».

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Fonte: Federfarma, Doxapharma, Fofi

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