Medicine non convenzionali, occorrono leggi più chiare. Racca: omeopatia in crescita

Medicina Interna | Redazione DottNet | 20/04/2013 14:38

Per Paolo Roberti di Sarsina (nella foto), esperto per le medicine non convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, è un ottimo auspicio "La rinnovata attenzione verso le medicine non convenzionali. Resta tuttavia urgente l'intervento legislativo del Parlamento al fine dell'approvazione della legge quadro nazionale di regolamentazione di questi sistemi di salute e cura". 

Obiettivo delle medicine su base antropologica, ha spiegato Roberti di Sarsina, è di mettere in sintonia i sintomi fisici del paziente con le altre dimensioni della sua esistenza, puntando sul benessere della persona nella sua interezza. Dall'omeopatia alle altre medicine non convenzionali, un 'prendersi cura di se' in cui la collaborazione del paziente con medici e personale sanitario non medico e' di fondamentale importanza.  “Così il 'paziente informato' diventerà 'paziente competente' e infine 'paziente esigente'”, precisa Di Sarsina  che tra l’altro è  membro per l'Italia del Consorzio Europeo CAMbrella, destinatario di  finanziamenti per un progetto di ricerca. "Il progetto CAMbrella e' il primo progetto sulle medicine non convenzionali finanziato nella storia dell'Unione Europea - spiega Di Sarsina - di cui fanno parte 16 ricercatori in rappresentanza di altrettante organizzazioni partner scientifiche provenienti da 12 nazioni dell'Unione Europea". E' organizzato in gruppi di lavoro che studiano il fenomeno sotto tutti gli aspetti, con l'obiettivo di sviluppare una rete europea di centri di eccellenza in questo campo, finalizzati alla ricerca collaborativa. Il gruppo è stato incaricato di indagare il quadro legislativo a livello europeo, prendendo in esame 27 paesi membri e 12 candidati a far parte dell'UE. "I risultati - conclude Roberti di Sarsina - evidenziano uno status giuridico con la classica situazione a macchia di leopardo, la mancanza di uniformita' e di un comune denominatore, elementi che influiscono negativamente nel favorire la ricerca e l'erogazione delle medicine non convenzionali nel politiche sanitarie e sociali dell'Unione Europea. Questa difformità tra i vari paesi dell'Unione andra' quindi colmata, nell'interesse innanzitutto dei pazienti".

Omeopatia in crescita. "In Italia c'e' un aumento di richiesta di medicinali omeopatici: più di 10milioni di cittadini si rivolgono all'omeopatia, e questo perche' c'e' una maggior attenzione dei mass media, perche' gli italiani forse stanno diventando ancor piu' responsabili e vogliono fare un'autocura ma anche per un sistema sanitario nazionale sicuramente meno presente", spiega Annarosa Racca, Presidente Federfarma. Cresce dunque l'interesse degli italiani per questo tipo di cure, che possono essere complementari alla medicina tradizionale. "Il Decreto Balduzzi - spiega Racca - ha semplificato delle procedure nella registrazione dei farmaci omeopatici ma ha sicuramente messo dei pesanti oneri in capo alle aziende di farmaci omeopatici. Quello che bisogna sicuramente fare e' aumentare la conoscenza presso il pubblico, aumentare la conoscenza di questi farmaci verso i cittadini e su questo la farmacia ha un ruolo fondamentale". Importante pero' anche il collegamento con il medico di medicina generale.    "L'alleanza fra di loro e' fondamentale - conclude Racca - un'alleanza che stiamo stringendo ancora di piu' con i medici in un percorso di Pharmaceutical Care che vede una farmacia che si occupa della gente a dei costi sostenuti proprio perche' il sistema sanitario nazionale possa risparmiare con un nuovo percorso della medicina e della farmacia". 

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Fonte: Cosmofarma, federfarma, roberti di sarsina

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