L’industria farmaceutica più vicina alle farmacie sul tema della remunerazione

Redazione DottNet | 20/04/2013 14:52

Dopo le pregiudiziali del passato, ora nel mondo dell’industria farmaceutica c’è apertura per la riforma della remunerazione rivendicata dai titolari. E’ una delle risultanze del Medit, il salone dell’health innovation di Vicenza, che venerdì scorso ha dedicato all’innovazione nella filiera del farmaco una tavola rotonda tra opinion leader del comparto.

 Impossibile nel dibattito non toccare il tema dell’accesso all’innovazione da parte delle farmacie del territorio: «Escluderle dalla dispensazione delle molecole più recenti» ha osservato Giovanni Fenu, direttore della divisione Pharmaceuticals della Bayer «è un grosso rischio per il Ssn, perché significa trovarsi con farmacisti sempre meno preparati a consigliare il paziente sulle nuove terapie». Dello stesso avviso Annarosa Racca, presidente di Federfarma Nazionale: «Le farmacie vogliono l’innovazione come la vuole l’industria» ha ricordato «e allora uniamo le nostre forze per portare sul territorio una parte delle molecole che oggi continuano a essere confinate nel Pht, così come gli ex Osp-2». Ma dai produttori sono arrivate aperture anche più importanti: impensabile che il Ssn possa trasferire sul territorio farmaci di ultima generazione senza rivedere il sistema dei margini, «giusto quindi che si sia aperta una discussione sulla riforma della remunerazione» ha dichiarato Fenu a Filodiretto «in cui spetta alle farmacie decidere il modello. Ma all’industria sia data la possibilità di partecipare al confronto».  Remunerazione a parte, dalla tavola rotonda di Vicenza è anche partito uno squillo di tromba: «I farmacisti capiscano che oggi l’impresa farmacia fa governata con oculatezza» ha detto la presidente Racca «il farmaco rimborsato non dà più la sicurezza di un tempo, quindi bisogna puntare sulla competitività ed esplorare nuovi mercati». «L’innovazione» ha aggiunto il presidente di Federfarma Vicenza, Alberto Fontanesi «dev’essere per le farmacie un riferimento costante». Anche se, ha ricordato il vicepresidente del Sunifar, Luigi Sauro, «il farmaco resta il “credo” del farmacista».

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Fonte: federfarma

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