Spesa sanitaria pubblica, nel 2012 i generici arrivano al 24 per cento

Farmaci | Redazione DottNet | 23/04/2013 17:35

La spesa per i medicinali a brevetto scaduto da parte del Servizio sanitario nazionale nel 2012 ha raggiunto quasi la metà del totale, il 46%, mentre i farmaci fuori brevetto inseriti nelle liste di riferimento Aifa sono stati pari a oltre il 66% del totale delle confezioni erogate dal Ssn.

Il dato è diffuso dall'opuscolo sulla spesa farmaceutica convenzionata di Federfarma (clicca qui per scaricare il documento completo), nel quale si legge anche che i generici 'puri' hanno invece totalizzato il 24% delle confezioni e oltre il 13% della spesa. Spesa che complessivamente, ricorda Federfarma, è diminuita del 9,1% rispetto al 2011, il sesto calo consecutivo registrato per la farmaceutica convenzionata.  Dal 2001 ad oggi, ricorda Federfarma, soprattutto grazie all'impegno delle farmacie che hanno contribuito in misura rilevante a diffondere una cultura del farmaco equivalente l'incidenza dei medicinali a brevetto scaduto è costantemente aumentata, portando l'Italia più vicina ai target europei, ''nonostante difficoltà e polemiche spesso strumentali''.

Secondo Federfarma,l’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 10,7% del 2011 al 12% del 2012. Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un’incidenza sulla spesa lorda tra il 13% e il 15,2%.  L’aumento dell’onere a carico dei cittadini è legato agli interventi sui ticket adottati a livello regionale, ma soprattutto al ricorso da parte dei cittadini a medicinali di marca più costosi, con conseguente pagamento della differenza di prezzo rispetto all’equivalente di prezzo più basso, in misura rilevante a seguito delle polemiche sull’efficacia dei medicinali generici e sulla sostituzione da parte del farmacista, polemiche che creano diffidenza nei cittadini.  Nelle Regioni che non applicano ticket sui farmaci, la quota dovuta al pagamento del differenziale rispetto al medicinale di marca più costoso ha un’incidenza sulla spesa lorda che va dal 5,6% all’8,4%.  Se si considerano le sole quote relative ai ticket sui farmaci introdotte a livello regionale (escludendo, quindi, gli importi relativi alla differenza di prezzo tra farmaco di marca più costoso ed equivalente), emerge che i cittadini e le farmacie contribuiscono in misura pressoché equivalente al contenimento della spesa farmaceutica convenzionata.

Il contributo diretto delle farmacieal contenimento della spesa farmaceutica convenzionata nel 2012 è stato di circa 800 milioni di euro. Lo sconto per fasce di prezzo ha determinato che i margini reali della farmacia siano regressivi, diminuiscano cioè progressivamente all’aumentare del prezzo. Le farmacie in alcune Regioni (Campania, Calabria, Lazio, ma anche Piemonte) subiscono ritardi nei pagamenti da parte delle Asl, che incidono negativamente sull’equilibrio economico delle farmacie stesse. Il calo di spesa più marcato è emerso in Provincia di Bolzano (-15,6%), Liguria (-15,3%) e Basilicata (-14,4%).

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Fonte: Federfarma

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