Di Iorio, si privilegiano le esportazioni di farmaci e non il mercato interno

Redazione DottNet | 29/04/2013 17:44

E’ legittimo che operatori della filiera farmaceutica esportino farmaci verso altri paesi dell’Unione senza aver prima soddisfatto i bisogni del mercato interno? E’ quanto si chiede Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli e componente del Consiglio di presidenza del sindacato nazionale, nella lettera inviata mercoledì a Il Mattino per commentare il servizio del quotidiano sulla spesa farmaceutica campana.

Di Iorio, in sostanza, punta i riflettori sul ciclico problema delle carenze e dei contingentamenti nel circuito distributivo, tema di un “tavolo” tra le sigle della filiera di prossima apertura. «Tali carenze» scrive il presidente di Federfarma Napoli «costringono i cittadini a “caccie al tesoro” tra le farmacie» per reperire medicinali di cui spesso i presidi non sono provvisti non per loro colpa «bensì per le attuali distorsioni del mercato». Le cause del fenomeno, per Di Iorio, vanno cercate nel «severo contingentamento» con cui i produttori rispondono alle esportazioni parallele, a loro volta alimentate tra gli altri da «qualche farmacia indotta dalla redditività attuale a privilegiare i mercati esteri anziché la distribuzione territoriale».

Nessuna violazione di legge, avverte Di Iorio, perché le normative europee «consentono la libera circolazione dei farmaci all’interno dell’Ue» e «il possesso di una licenza autorizza anche il farmacista all’esportazione». Il risultato però è una carenza di farmaci a livello locale, da cui gli interrogativi che Di Iorio gira al quotidiano: «è consentito, in regime di contingentamento, praticare l’esportazione senza aver prima soddisfatto le esigenze del territorio? E’giustificabile l’atteggiamento dell’Aifa, che non interviene per correggere normativamente il problema benché ne sia a conoscenza?».

Intanto, sempre a proposito di carenze, nel Regno Unito sono soprattutto i produttori a essere al centro di critiche e accuse. Le ultime in ordine di tempo arrivano dal gruppo consultivo sulla logistica farmaceutica, costituito dal governo nel 2010: negli ultimi incontri di lavoro, l’industria è stata accusata di aver fatto poco per risolvere il problema e di insistere nella politica dei contingentamenti. Secondo il Department of health, una soluzione al problema potrebbe consistere nella creazione di “riserve” di lotti da parte dei distributori cui attingere in caso di carenze nella filiera. Per i produttori, invece, interventi di questo genere aumenterebbero il fenomeno delle esportazioni parallele e non risolverebbero il problema.

Fonte: Federfarma, IlMattino