Dentisti, occorre rivedere gli studi di settore. La crisi riduce la clientela

Redazione DottNet | 07/11/2008 14:56

La crisi fa svuotare gli studi dentistici: le minori disponibilità economiche delle famiglie e la paura di spendere troppo in un contesto futuro pieno di nubi, spinge gli italiani a rinunciare alla cura della bocca.

 I dentisti, che vedono annullare appuntamenti e sale d'attesa silenziose, hanno incontrato a Roma, presso il ministero dell'Economia e delle Finanze, la Commissione di esperti per gli studi di settore, che ha esaminato proprio l'impatto della crisi sui redditi della categoria. A seguito dell'attuale situazione economica generale che ha colpito il Paese e quindi anche la professione odontoiatrica, ed anche a seguito delle nuove incombenze legate all'Ecm (Educazione continua in medicina), l'ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), la maggiore associazione di odontoiatri con oltre 22 mila iscritti, ha trasmesso al professor Gianpiero Brunello, presidente e amministratore delegato della Sose (Società per gli studi di settore), la richiesta di revisione dello studio di settore. ''Non possono essere penalizzati - sostiene l'ANDI - coloro che indicano in modo corretto i dati richiesti dallo studio di settore, anche se questi risultano non congrui. La grave crisi economica, infatti, che ha generato la sensibile diminuzione delle visite odontoiatriche soprattutto da parte dei ceti meno abbienti. Se gli studi di settore non verranno rivisti, possano verificarsi ulteriori danni per tutto il comparto dentale (studi, dipendenti, odontotecnici, industria, eccetera), che occupa oltre 200.000 addetti''.

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