Concorso farmacie, si scatena il dibattito sull’imposizione della Regione Puglia

Farmacia | Redazione DottNet | 02/05/2013 16:45

Dibattito aperto attorno alla legge regionale che in Puglia impone ai vincitori di concorso l’apertura della farmacia entro sei mesi dalla notifica, pena la riassegnazione della sede. E tra gli addetto ai lavori, c’è già chi invita le altre Regioni a seguire velocemente l’esempio.

Per esempio Gustavo Bacigalupo, avvocato ed esperto di legislazione farmaceutica: «Sia chiaro» spiega a Filodiretto «considero la norma pugliese una “furbata” che il legislatore si sarebbe potuto risparmiare: è irragionevole pretendere l’apertura entro sei mesi quando sappiamo che in molti casi i vincitori faranno molta fatica a reperire locali idonei, viste le zone individuate da parecchi comuni. Però almeno la Puglia è stata accorta e ha sancito l’obbligo per legge, come già aveva fatto la Toscana più di dieci anni fa con la 16/2000. Le altre invece si sono limitate a porre la scadenza sui bandi di concorso, clonati in buona parte proprio da quello toscano. Risultato, nel momento in cui applicheranno la disposizione scatteranno valanghe di ricorsi, perché l’obbligo di apertura in sei mesi non è fissato da nessuna delle leggi nazionali che regolano i meccanismi concorsuali». Di qui, per Bacigalupo, l’utilità che tutte le Regioni si allineino a Puglia e Toscana: «Non condivido ma è preferibile, se non altro a garanzia della “certezza” del diritto». A favore della legge pugliese, intanto, si schierano anche gli Ordini della Regione: «E’ una misura che copre un vuoto evidenziato dalle precedenti esperienze» osserva Gabriele Rampino, referente regionale per la Fofi «scoraggia gli eventuali “furbetti” che dilazionano di anni l’apertura per poi rivenderla a chi segue in graduatoria. Ne escono penalizzati quelli che non troveranno velocemente una sede idonea? Ma in questo caso di tratterebbe di causa di forza maggiore, sarebbe una casistica completamente diversa». Tra gli addetti ai lavori, poi, c’è anche chi ritiene che il limite dei sei mesi per l’apertura sia già rintracciabile nella legislazione vigente: «Nel regolamento per l’esecuzione della 475/68» osserva un altro esperto di legislazione delle farmacie, Quintino Lombardo «si rintracciano disposizioni che già anticipano il principio enunciato dalla Regione Puglia. E se un assegnatario non riesce ad aprire in sei mesi è perché non ha voluto trovare locali idonei oppure perché proprio non esistono, nel qual caso è il comune ad aver fatto male il proprio lavoro». 

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Fonte: Federfarma

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