I Radicali avviano una raccolta di firme per legalizzare l’eutanasia

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/05/2013 13:38

''Danno da bere una bibita, poi uno si addormenta. Si addormenta, e basta''. E' questo il racconto lucido dell'eutanasia fatto da Piera Franchini, una malata terminale, in un video choc diffuso oggi dai Radicali italiani e dall'Associazione Luca Coscioni, che annunciano una raccolta firme per presentare una proposta di legge sulla legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, alla quale hanno già aderito, tra gli altri, il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, il regista Marco Bellocchio, i giornalisti Filippo Facci e Vittorio Feltri.

Immediate anche le reazioni di quanti si oppongono all'introduzione della ''dolce morte'' in Italia: da Scienza e Vita alla deputate Eugenia Roccella del Pdl e Paola Binetti di Scelta Civica. E anche il farmacologo Silvio Garattini contesta i dati diffusi che ''fanno confusione'' fra fine delle cure nei malati sui quali sono diventate inutili ed eutanasia vera e propria.  Per veder garantito il diritto a decidere sulla propria vita - denunciano i Radicali - Piera ha dovuto affrontare un lungo ultimo viaggio, che l'ha portata da Chirignago, il suo paese in Veneto, fino a Forch, vicino Zurigo, in Svizzera. ''Solo io ho il diritto di decidere su me stessa - spiega nel video- non voglio più soffrire''. ''Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c'era nulla da fare'' ricorda la donna, affetta da un tumore al fegato in fase terminale, per la quale la fine è invece arrivata qualche mese dopo, lontana dalla sua casa. Il suo caso- reso noto anche perché Piera è stata accompagnata nel viaggio da Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni- non è l'unico: ogni anno sono circa 30 gli italiani che varcano il confine per non fare più ritorno. ''Lo Stato Italiano deve garantire ai propri cittadini una morte serena accanto ai parenti e agli amici, non da soli, in un letto svizzero- spiega Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni''. ''Sono 80-90 mila i malati terminali che muoiono ogni anno: il 62% lo fa grazie all'aiuto dei medici con eutanasia clandestina'' ricorda invece Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, citando dei dati forniti dall'Istituto Mario Negri. Dati però poi smentiti da Garattini. E non mancano le voci contrarie. ''Non si può spettacolarizzare il dolore per fini ideologici'' commenta Paola Ricci Sindoni dell'Associazione Scienza e Vita. ''Vigileremo affinché non si introduca nella nostra legislazione il germe della cultura di morte'' avverte invece la deputata Paola Binetti. ''Questa campagna è un'offesa nei confronti delle persone che stanno affrontando con dignità l'esperienza della malattia'' attacca il professor Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica. ''Passiamo da una società che cerca di farsi carico di ogni persona, ad una che si libera della responsabilità dell'altrui sofferenza, e si limita a porgere una bevanda di morte'' conclude invece Eugenia Roccella, deputata del Pdl. 

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Fonte: ass. Luca Coscioni

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