Sanità digitale: risparmi per 15 miliardi l’anno. Ma il budget è in calo

Redazione DottNet | 07/05/2013 14:55

Il digitale e' il presente e il futuro di ogni innovazione. Eppure in sanita' il budget che vi e' dedicato ''e' in calo e mal distribuito'', nonostante con la digitalizzazione ''sia possibile un risparmio di 6,8 miliardi di euro l'anno per le strutture sanitarie e 7,6 miliardi di euro l'anno per i cittadini'', per un totale di 15 miliardi circa.

 A dirlo e' la Ricerca 2013 dell'Osservatorio ICT in Sanita' della School of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi (clicca qui per scaricare il documento completo).  Secondo lo studio, ''la digitalizzazione e' la chiave della sostenibilita' economica del sistema sanitario. Eppure per la salute in Italia si spende poco e si investe ancor meno, a discapito della qualita' dei servizi che, negli ultimi anni di spending review, ha perso posizioni nei confronti internazionali''. La spesa ICT per la sanita' e' di 1,23 miliardi di euro nel 2012 (-5% rispetto al 2011), ''appena 21 euro per abitante'', la meta' rispetto a Francia e Gran Bretagna.  Nel dettaglio, si potrebbero ad esempio risparmiare circa 3 miliardi con la de-ospedalizzazione di pazienti cronici, ''resa possibile dalle tecnologie a supporto della medicina sul territorio e dell'assistenza domiciliare''; 1,37 miliardi grazie all'introduzione della Cartella Clinica Elettronica; 860 milioni rendendo digitali i referti e le immagini; 860 milioni grazie alla riduzione di ricoveri dovuti a errori evitabili attraverso sistemi di gestione informatizzata dei farmaci; 370 milioni di euro con la consegna dei referti via web e a un miglior utilizzo degli operatori dello sportello; e 160 milioni con la prenotazione online delle prestazioni.  A tutto questo, continua lo studio, sono da aggiungere i possibili risparmi economici per i cittadini pari a 7,6 miliardi di euro, cosi' ripartiti: 4,6 miliardi grazie ai servizi di ritiro e download dei documenti clinico-sanitari via web; 2,2 miliardi attraverso soluzioni di telemedicina e assistenza domiciliare; 640 milioni di euro con la prenotazione via web e telefonica delle prestazioni; 170 milioni di euro con la gestione informatizzata dei farmaci.  ''Questi benefici potenziali sono troppo importanti per non sviluppare immediatamente un piano di interventi - spiega Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio - occorre abbandonare il pregiudizio che in sanita' le nuove tecnologie siano un lusso: l'innovazione digitale e' la principale leva su cui lavorare per rendere la qualita' dei servizi compatibile con la loro efficienza e sostenibilita' economica''. Un piano del genere, prosegue Corso, ''e' oggi una priorita' assoluta per il rilancio del Paese e un suo sviluppo sociale ed economico sostenibile. E' importante creare tavoli di lavoro a livello aziendale, regionale e nazionale, a cui affiancare una maggiore capacita' di governance complessiva a livello nazionale''.  L'impatto sulla qualita' di ''quello che era considerato fino ad alcuni anni fa tra i migliori sistemi sanitari del mondo e' preoccupante'', conclude la ricerca. ''In soli tre anni il nostro sistema sanitario e' scivolato dal 15 al 21 posto per qualita', tra i 34 censiti dall'Euro Health Consumer Index 2012.  Siamo sempre piu' staccati da Francia, Regno Unito e Olanda, in testa alla graduatoria, ma ci ritroviamo ormai dietro anche ai Paesi dell'est Europa come Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia''. L'Italia si colloca bene in parametri come i risultati clinici (11 posto) e il rispetto dei diritti e l'informazione ai pazienti (11 posto), ''ma e' penalizzata da basse valutazioni in prevenzione, gamma e accessibilita' dei servizi (26 posto), accesso ai farmaci (22 posto) e tempi di attesa (22 posto)''.

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Fonte: Osservatorio Ict

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