Prima uscita di Lorenzin: intramoenia e cure primarie da affrontare subito. Lotta alla disoccupazione e agli sprechi i nodi più importanti

Redazione DottNet | 09/05/2013 09:47

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Apertura, dialogo e confronto per trovare soluzioni concrete ai problemi sul tappeto. Nella sua prima uscita pubblica nelle vesti di ministro della Salute, Beatrice Lorenzin traccia, dinanzi alla folta platea della Cisl medici riunita a Congresso a Roma,

una sorta di 'map road' del suo mandato (clicca qui per scaricare il testo integrale del suo intervento).

Tra i punti chiave, il 'ripensamento' dell'attuale modello di Servizio sanitario nazionale, ma anche una nuova mappa degli sprechi ed un programma di 'lotta' al precariato.  Il ministero, scandisce Lorenzin, raccogliendo gli applausi dei medici, ''non vuole stare arroccato in una torre, ma scendere tra gli operatori e trovare soluzioni''. Cosi', ammettendo che ''molte questioni sono rimaste aperte e molte risposte adeguate non sono state trovate'', il ministro si prepara ad affrontare i nodi spinosi della sanita' italiana, ma ''le questioni complesse - premette - si affrontano una alla volta''. Prima priorita' del 'cronoprogramma Lorenzin', e' proprio la necessaria revisione delle basi del nostro Ssn: ''Non e' piu' procrastinabile ripensare il modello organizzativo e strutturale del sistema sanitario nazionale'' alla luce dei cambiamenti sociali e demografici, sottolinea, aggiungendo che il lavoro da fare e' anche relativo ad una ''riarmonizzazione del sistema costituzionale''. Cio' tenendo pero' presente, precisa, che ''ulteriori riduzioni di spesa non appaiono affatto compatibili''. La strada indicata dal neo-ministro e' dunque quella di ''concordare preventivamente con le Regioni modalita' di risparmio che tengano conto anche degli sforzi e dei risultati che le stesse Regioni hanno realizzato nel corso degli anni''. Altro passo necessario, spiega, e' rendere il nostro sistema competitivo in Europa: ''il modello da seguire non deve puntare a rendere competitivi i singoli sistemi regionali, ma bisogna piuttosto rendere competitivo il modello italiano in Europa; dobbiamo proporre un modello innovativo di assistenza, in grado di accogliere i cittadini europei che decidano di venire a curarsi in Italia, nelle nostre strutture di eccellenza, che abbiamo e sono tante''.

Intramoenia e cure primarie. Lorenzin ha affrontato il tema dell’intramoenia su cui ha affermato di essere favorevole ad un proroga di sei mesi dell’avvio del sistema disegnato dal suo predecessore. Altro tema caldo toccato dalla Ministra è stato anche quello delle cure primarie (il 10 maggio scade il termine entro cui Regioni e Sindacati medici avrebbero dovuto implementare le nuove norme della Legge Balduzzi nelle convenzioni. Da dopo quella data, la norma prevede che sia il Ministro della Salute di concerto con l’Economia e dopo aver sentito le Regioni e i sindacati ad emanare un decreto ad hoc). Ebbene la Lorenzin ha rimarcato come prima di “giungere all’adozione di interventi sostitutivi, occorra compiere ogni sforzo per favorire l’apertura delle trattative”.

Gli sprechi.Ma la vera lotta che dovra' essere ingaggiata sara' quella contro gli sprechi: ''Faremo, insieme a sindacato e parti sociali - annuncia - una mappatura ulteriore degli sprechi, soprattutto nelle zone in cui i costi risultano molto elevati ma ai quali non corrispondono adeguati servizi''. Ridurre gli sprechi, ammonisce , ''e' un'esigenza morale ed etica prima che economica''.

I giovani medici.Un'altra questione sembra stare molto a cuore al ministro: il futuro dei giovani medici. Nel 2011, nelle strutture del Ssn, afferma, ''si sono registrati 35.200 precari, di cui sette mila medici e 11 infermieri''. L'obiettivo, annuncia quindi Lorenzin, ''e' il superamento di ogni forma di precariato, con soluzioni innovative che premino il merito''. Questo perche' ''un'intera generazione, ovvero la mia - commenta - e' fuori. E' necessario uno sforzo per ricucire le generazioni in Italia''. “Nel 2011 i dati parlano di 35.200 precari nel Ssn, di cui circa 7.000 medici e 11.000 infermieri. Nel 2012 la legge 189/2012 ha eliminato per il personale sanitario la durata massima dei tre anni e il vincolo di unicità della proroga. È un primo passo ma l’obiettivo rimane il superamento del precariato”. Ma il ministro è entrato ancora più addentro alla questione ricordano come già nella scorsa legislatura si era aperto un confronto sul tema con i sindacati. Ed è da qui che per la Lorenzin bisogna ripartire: regolarizzazione dei professionisti assunti a tempo determinato; superamento delle assunzioni a tempo determinato e introduzione delle norme sugli standard minimi delle strutture sanitarie.  Sulla questione precari incide parecchio il blocco del turn over nelle Regioni in Piano di rientro. Sul punto la Lorenzin ha evidenziato come il Ministero “giocherà fino in fondo il suo ruolo affiancante per supportare un percorso virtuoso delle politiche di assunzione”. Ma oltre al problema del lavoro che non si trova, c’è quello della formazione specialistica (vista la riduzione degli stanziamenti. “È mia intenzione avviare un confronto costruttivo con il ministero dell’Istruzione, l’Economia e le Regioni per trovare soluzioni idonee ad assicurare un adeguato numero di contratti già a partire dal prossimo anno accademico”.

Ticket.  Infine una battuta su una questione con cui il nuovo ministro si trovera' a fare i contri molto presto, ovvero la riforma dei ticket sanitari: ''La questione dei ticket ci sta molto a cuore. In futuro su questo scriveremo un 'titolo' a parte'', risponde ai giornalisti che la incalzano sul tema

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Fonte: Cisl, Lorenzin. Ministero della Salute