In calo i consumi di prodotti per l’infanzia. In cinque anni ticket triplicati

Redazione DottNet | 09/05/2013 09:24

La crisi economica e sociale ha avuto un impatto, oltre che sulle famiglie italiane, anche ''sui nostri neonati, bambini e adolescenti''. A lanciare l'allarme e' il presidente della Societa' italiana di pediatria (Sip), Giovanni Corsello:

''Nel 2012 - afferma Corsello aprendo a Bologna il 69/mo Congresso nazionale della Sip intitolato 'A misura di bambino' - si e' ad esempio registrata una flessione del 4,3% nei consumi di prodotti per l'infanzia rispetto al 2011''.  Ma gli indicatori del peso che la crisi ha avuto anche sui piu' piccoli sono molteplici: la percentuale della spesa sanitaria dedicata ai bambini e agli adolescenti sino a 14 anni, sottolinea il presidente Sip, ''e' solo il 2% circa della spesa sanitaria globale, e quella per i benefici sociali alle famiglie e ai bambini poco piu' dell'1%, a fronte del 2,2% della media europea''. Dunque, avverte, ''bisogna evitare che ulteriori tagli delle spese sociali e sanitarie mettano in discussione i livelli di salute che hanno acquisito i bambini in Italia, anche grazie ad una pediatria forte e diffusa, nel territorio, negli ospedali e nelle universita'''. Da Corsello dunque un appello al nuovo governo, affinche' ''pur essendo in un momento di difficolta', non si facciano arretramenti sulla salute dei bambini, a partire dai piu' fragili''. Tutelare la salute dei bambini e promuovere il loro benessere e' ''l'investimento piu' importante per il futuro e per gli adulti di domani. Fare oggi prevenzione sui bambini - sottolinea - vuol dire avere adulti piu' sani domani''. Per questo i bambini italiani e le loro famiglie, rileva, ''devono continuare ad avere nel pediatra il riferimento principale per i loro bisogni di salute, senza arretramenti ne' cedimenti'' anche se ''il numero dei pediatri e' destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi anni. Ma di questo dato - conclude Corsello - dobbiamo approfittare per riorganizzare il nostro lavoro e le nostre attivita'''.

Ticket.Poco piu' di 20 euro a testa, esattamente 21,88. Sono i soldi spesi in media dai cittadini nel 2011 per i ticket sui farmaci, che variano dal minimo di 7,84 euro nella provincia di Trento al massimo di oltre 30 euro (31,96) della Sicilia. E' l'analisi fatta da Cittadinanzattiva nel Rapporto 2012 sul federalismo in sanita', dal quale emerge anche che in cinque anni, dal 2007 al 2011 l'incidenza dei ticket sulla spesa farmaceutica e' quasi triplicata, passando da 539 a 1.337 milioni di euro, e con un incremento del 34% solo tra 2010 e 2011.  Nella classifica del caro ticket Toscana ed Emilia Romagna sono tra le Regioni che abbassano la media, attestandosi rispettivamente su 11,48 e 13,3 euro. Sopra la media invece Calabria (23,11 euro), Lazio (23,31) Lombardia e Veneto (24,10) e Puglia (27,63), fino ad arrivare ai 29,50 euro della Campania.  Altrettanto variegati, secondo il Rapporto, i tempi di attesa per la disponibilita' nei prontuari regionali dei farmaci ospedalieri: si va dai 217 giorni della Puglia all'anno e mezzo circa (530 giorni) del Molise.

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Fonte: sip, cittadinanzattiva

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