Federfarma indica il programma per la farmacia di domani

Redazione DottNet | 09/05/2013 18:09

Riforma della remunerazione per stabilizzare i fatturati di fascia A. Rinnovo della Convenzione per dare fondamenta e sostenibilità ai nuovi servizi.

Iniezioni di dinamismo e competitività nell’extrafarmaco, dove la crescente concorrenza degli altri canali impongono specializzazione e differenziazione per non perdere quote in un mercato sempre più importante vista la parabola della ricetta rossa.

 

Eccoli i tasselli della farmacia di domani così come li elenca il la piattaforma condivisa oggi dal Consiglio delle Regioni di Federfarma: di fatto si tratta di una bozza programmatica che traccia le tappe salienti del percorso da imboccare per dare il via a un riordino complessivo del servizio farmaceutico. I punti di riferimento arrivano dagli studi che negli ultimi mesi hanno saputo intuire meglio i cambiamenti in atto nel sistema-paese e quindi individuare gli spazi in cui la farmacia può rivendicare con successo un ruolo di primo piano: la ricerca di Federico Spandonaro, economista dell’università di Tor Vergata, sulle prospettive del mercato farmaceutico; gli studi di Enrico Finzi e Gadi Schoenheit sulle attese e sui nuovi bisogni del consumatore; il Libro blu del Pgeu sulle nuove aree che le farmacie europee possono esplorare.  In questo percorso, sono due le “strettoie” che attendono il sindacato titolari: la riforma della remunerazione e il rinnovo della Convenzione. Si tratta di passaggi obbligati per costruire il nuovo modello di farmacia che i tempi richiedono (soprattutto l’ultimo, il contratto con il Ssn) e per superarli Federfarma si ripropone di puntare su una strategia fatta di relazioni e confronti. Contribuirà allo scopo il seminario che prossimamente dovrebbe mettere attorno a un tavolo il sindacato e i rappresentanti politici e tecnici delle amministrazioni: in calendario per l’estate, l’evento permetterà alle parti di approfondire gli aspetti di comune interesse per una progettualità condivisa. Stessa linea per la riforma della remunerazione, dove si avvieranno anche tavoli “bilaterali” con produttori e distributori per risintonizzare la coesione della filiera.  Ma decisiva sarà anche la compattezza del sindacato, soprattutto tra centro e periferia. Su questo fronte, l’indicazione che arriva dal documento approvato dal Consiglio delle Regioni è quella di uno stretto coordinamento tra progettualità nazionali e territoriali, in modo da assicurare coerenza ad accordi e patti locali rispetto al modello prescelto. Rispetto a tale obiettivo, daranno un contributo rilevante lo studio su costi e remunerazione dei servizi in farmacia che il Cref sta per avviare sulla falsariga di quello del Cup da poco divulgato e il sondaggio del Pcne sulla pharmaceutical care in Italia cui Federfarma ha aderito grazie anche al sostegno di Gsk.  Infine, andranno analizzate in profondità le ricadute di alcuni processi di trasformazione del Ssn che oggi sono soltanto agli inizi: per esempio la digitalizzazione della ricetta Ssn, tema sul quale Promofarma ha già iniziato a lavorare per preparare le farmacie alla transizione, e lo sviluppo delle aggregazioni complesse nella medicina di famiglia, rispetto al quale la farmacia dovrà trovare una sua collocazione per scongiurare rischi di emarginazione dal setting delle Cure primarie.

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Fonte: Federfarma

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