Per il Movimento liberi farmacisti il concorso si avvia verso il fallimento

Redazione DottNet | 14/05/2013 14:57

Secondo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti il concorso farmacie si avvia verso un flop: il tentativo di liberalizzare il sistema di distribuzione del farmaco con il decreto “Cresci Italia” è di fatto bloccato dopo 15 mesi dall'avvio

L’associazione denuncia che nessuna nuova farmacia è aperta,  quattro regioni (Campania, Basilicata, Molise e Trentino Alto Adige) devono ancora bandire il concorso e numerose commissioni non sono state ancora costituite. Inoltre, denuncia il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, le sedi farmaceutiche poste a concorso sono state istituite per metà in zone assolutamente disabitate, lontane dai centri abitati e sicuramente destinate a non essere mai aperte perché prive dei parametri minimi per la sopravvivenza. In questo momento centinaia di ricorsi dei farmacisti titolari stanno intasando i Tribunali Amministrativi Regionali e se le cose andranno per il verso giusto, tra 12/16 mesi si potranno aprire non più di 1500/1800 farmacie pari ad un aumento dell’8% delle farmacie italiane. Se a questo quadro desolante aggiungiamo il fatto che la possibilità, introdotta dal Governo Monti, di praticare sconti sui medicinali con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria, è di fatto praticata solo da poche decine di farmacie, abbiamo la visione d’insieme di un vero e proprio fallimento. A questo punto, commenta Vincenzo Devito Presidente del MNLF, tutti i problemi del settore presenti prima del decreto “Cresci Italia” rimangono irrisolti a cominciare dal trattamento discriminante tra i farmacisti, all’impedimento alla libera prestazione dei servizi e alle più elementari regole sulla concorrenza. Tuttavia, continua Devito, il danno più rilevante prodotto dal sostanziale mantenimento del monopolio delle farmacie è quello prodotto nei confronti dei cittadini che non possono godere i frutti di un reale confronto concorrenziale tra sistemi distributivi del farmaco alternativi. L’unico modo, conclude Devito, per uscire da uno stallo che impedisce in un momento drammatico per l’economia italiana l’apertura di centinaia di nuove aziende e la creazione di nuovi posti di lavoro è quello di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C. Tutte le altre strade sono perdenti perché legate ad un sistema che difende solo gli interessi di chi è già presente nel mercato a discapito di quelli generali dei cittadini.

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Fonte: Movimento Nazionale Liberi Farmacisti

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