Polimporfismi del recettore della vitamina D e rischio di melanoma cutaneo

Redazione DottNet | 07/11/2008 16:53

E’ stato ipotizzato che i polimorfismi del gene del recettore della vitamina D (VDR) influenzino il rischio di sviluppare melanoma. Tuttavia, i risultati di vari studi e ricerche sono stati spesso contrastanti e nessuna meta analisi è stata effettuata sull’insieme dei dati pubblicati.
Presso il Dipartimento di Oncologia e Scienze Chirurgiche dell’Università di Padova, sono stati visionati ed analizzati 6 studi (casi, 2152; controlli, 2410) relativi all’associazione tra 5 polimorfismi VDR (TaqI, FokI, BsmI, EcoRV, e Cdx2) ed il rischio di melanoma.
 

I dati disponibili hanno suggerito una significativa associazione tra polimorfismo BsmI VDR e rischio di melanoma (pooled odds ratio [OR], 1.30; 95% confidence interval [CI], 1.11-1.53; P= .002; heterogeneity Cochran Q test, P> .1), Al contrario, il polimorfismo FokI non sembra essere associato a tale rischio (OR, 1.09; 95% CI, 0.99-1.21; P= .07; heterogeneity Cochran Q test, P> .1). Per i polimorfismi TaqI e EcoRV, la significativa eterogeneità degli studi non fornisce risultati finali comuni a riguardo. Solo uno studio ha investigato la variante Cdx2 ed i risultati sono stati negativi. L’evidenza corrente è in favore di un associazione tra un polimorfismo del gene VDR (BsmI) ed il rischio di sviluppare melanoma, ed i risultati degli studi incentivano ad ulteriori ricerche in tal senso ed indirettamente sostengono l'ipotesi che l'esposizione al sole può avere un effetto antimelanoma mediante l'attivazione della vitamina D.
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