Arriva un nuovo farmaco contro la degenerazione maculare retinica

Oculistica | Redazione DottNet | 14/05/2013 18:49

Intrappola il fattore di crescita endovascolare (VEGF) immobilizzandone i recettori e in questo modo ferma e fa regredire la Degenerazione maculare retinica (DMS) nella sua forma essudativa. Si chiama aflibercept ed e' un nuovo farmaco che va a incrementare l'armamentario disponibile dall' oculista per la terapia intravitreale di questa malattia, facendo anche risparmiare il servizio sanitario.

 La degenerazione maculare - spiega Francesco Maria Bandello, direttore della Clinica oculistica del San Raffaele di Milano - si presenta con due forme: quella secca, in cui la macula (che e' la zona centrale della retina) si consuma negli anni fino a dissolversi e causa danni alla vista soprattutto nelle persone anziane; quella umida, essudativa, in cui la macula viene infiltrata dai vasi sanguigni penetrati dalla zona sottostante (coroide) e puo' colpire all'improvviso. La Dms interessa il 35% degli ultrasettantenni: per il 75% si presenta nella forma secca, per il 25% nella forma umida, piu' grave.  Negli ultimi anni il trattamento della DMS umida ha trovato successo con iniezioni intravitreali di farmaci a base di anticorpi monoclonali (gia' usati nelle terapie antitumorali) capaci di inibire la crescita dei vasi nella macula. Aflibercept non e' un anticorpo monoclonale e agisce con un meccanismo nuovo: si tratta di un 'recettore esca' costituito da una proteina che riesce a intrappolare la molecola VEGF trattenendola fra le sue due estremita', come tra le chele di un astice, e immobilizzandone cosi' i recettori.  ''Rispetto agli anticorpi monoclonali - afferma Bandello - a parita' di efficacia, fa risparmiare iniezioni: si parte, come con i farmaci precedenti con una iniezione al mese per tre mesi. Ma successivamente sono sufficienti controlli ogni due mesi (anziche' ogni mese) per valutare la necessita' di una successiva iniezione. Secondo uno studio di confronto con ranibizumab che nel secondo anno di terapia necessita di 7,5 iniezioni, aflibercept ne necessita 5,6''.  Si tratta di farmaci molto costosi, per cui il risparmio e' notevole se moltiplicato per tutti i pazienti, anche se non e' il solo: c'e' infatti una riduzione del carico per le strutture e la conseguente diminuzione delle liste d'attesa, ma anche meno carico per il paziente e i suoi familiari.

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Fonte: San Raffaele

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