La prevenzione del cancro al seno comincia dallo stile di vita

Redazione DottNet | 07/11/2008 19:03

Che mangiare sano e mantenere un'attività fisica adeguata faccia bene lo sanno tutti. Ma può questo stile di vita addirittura ridurre il rischio di recidive nel tumore al seno, e quindi permettere di fare prevenzione del cancro attraverso la dieta e lo sport moderato? E' l'ambiziosa domanda a cui vogliono rispondere i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (Int), che hanno ideato appositamente per questo il progetto 'Diana 5', al quale partecipa anche il centro di Avezzano.

Lo studio è finanziato dal Ministero della Salute (attraverso i fondi del programma integrato per l'oncologia), dall'Associazione italiana ricerca sul cancro e dall'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno grazie all'8 per mille donato all'associazione di volontariato Lega vita e salute Onlus. Il nuovo studio Diana 5 è invece coordinato dall'Int insieme all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), in collaborazione con altri centri di Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Torino, Avezzano, Corigliano Calabro, ed ha l'obiettivo di coinvolgere duemila donne operate di tumore al seno. Il progetto, in particolare, prevede due differenti interventi sullo stile di vita: nel primo i ricercatori forniranno alle pazienti arruolate nello studio indicazioni su dieta e attività fisica basate su raccomandazioni internazionali; nel secondo invece verrà proposta una più marcata modifica delle abitudini alimentari e dell'attività fisica, attraverso incontri di gruppo, corsi e seminari. Al progetto aderiscono donne con età compresa tra i 35 e i 70 anni, che hanno avuto un tumore della mammella negli ultimi cinque anni senza recidive, e che si sono dichiarate disponibili a sottoporsi a prelievi di sangue, a misurazioni del peso, della circonferenza vita, della pressione arteriosa e a compilare alcuni questionari periodicamente, oltre che a essere disponibili a modificare la propria alimentazione e lo stile di vita. ''Negli ultimi cento anni - spiega Franco Berrino, direttore della medicina preventiva e predittiva dell'Int - il cambiamento nel modo di vivere e di mangiare dell'uomo occidentale ha favorito l'insorgere di numerose malattie. Il passaggio ad una dieta ricca di cibi troppo raffinati, un consumo elevato di prodotti animali e uno stile di vita eccessivamente sedentario, ma stressante, hanno portato a favorire alterazioni endocrino-metaboliche legate allo sviluppo di numerose patologie cronico-degenerative, prima poco frequenti nella popolazione. Adottare un'alimentazione più naturale e mantenersi in buona forma fisica per tutta la vita diventa, quindi, il metodo più efficace per difendersi dalle malattie''.

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