Campania, scoppia la polemica sulla pianta organica

Redazione DottNet | 18/05/2013 15:18

regioni sanità-pubblica farmacia

Divide gli esperti il provvedimento della Legge finanziaria campana per il 2013 che, in casi eccezionali, autorizza il trasferimento della farmacia anche al di fuori del perimetro della sede, fino a un massimo di 200 metri dai confini. Il provvedimento è nell’articolo 1 della 5/2013, approvata il 6 maggio dal Consiglio campano.

 In sostanza si tratta di una correzione all’articolo 22 di un’altra legge regionale, la 13/85, così come modificata due anni fa dalla 10/2011: «Per garantire il pubblico servizio» recitava l’articolo «in casi di necessità o di urgenza per comprovati eccezionali motivi» la Giunta regionale consente con decreto dirigenziale, sentiti comune e Ordine, lo spostamento della farmacia «anche al di fuori del perimetro della sede per la quale fu concessa l’autorizzazione, purché nelle immediate adiacenze». Nel tempo quest’ultima locuzione si è dimostrata troppo vaga, tanto da innescare cause davanti alla giustizia amministrativa e una sentenza del Consiglio di Stato che rimette al Tar la valutazione “metrica” della prossimità. Ecco allora spiegata la scelta della Regione di correre ai ripari e approfittare della Finanziaria 2013 per aggiungere dopo «immediate adiacenze» la specificazione: «oppure a una distanza inferiore a 200 metri dal perimetro della sede». E qui si apre il dibattito: perché tra gli addetti ai lavori c’è chi considera il miglioramento tale solo in parte: «Il legislatore campano ha pasticciato con le parole» spiega Attilio Mediatore avvocato ed esperto di legislazione della farmacia «perché quel “oppure” potrebbe essere letto da qualche giudice non come un rafforzativo – nel senso di “ovvero” – ma come un disgiuntivo: immediate vicinanze o 200 metri». Critico anche un altro avvocato, Gustavo Bacigalupo: «Il provvedimento» spiega «non elimina la deroga all’inviolabilità della sede sancita dalla legge regionale 10/2011, deroga insostenibile visto il principio recentemente ribadito dal Consiglio di Stato di “una pianificazione basata sulla ripartizione del territorio in sedi a ciascuna delle quali è assegnata una farmacia”. Una sola, non una di più né una di meno».

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Fonte: Federfarma