Sindacati e Fnomceo contro l’Inps: no alla sospensione delle visite fiscali

Redazione DottNet | 21/05/2013 08:03

Tutti in campo contro la decisione dell’Inps di sospendere le visite fiscali d’ufficio per il settore privato. Ieri c’è stato il presidio delle organizzazioni sindacali più rappresentative dei medici di controllo sotto la sede della Direzione generale dell’Istituto:

Circa 300 medici di controllo, in rappresentanza dei 1.300 medici fiscali italiani, hanno partecipato ieri mattina al presidio organizzato da Fimmg, Nidil Cgil, Uil Fpl e Sinmedico davanti alla sede Inps di Roma per chiedere all'Istituto di sospendere il provvedimento che blocca le visite d'ufficio. Le visite d'ufficio impegnavano  l'INPS per una spesa di circa 50 milioni di euro.
Una delegazione sindacale è stata ricevuta dai vertici dell’Inps.  E’ stato un incontro interlocutorio – spiega il coordinatore nazionale del settore Inps della Fimmg, Alfredo Petrone – da parte dell’Istituto c’è l’intenzione di revocare il provvedimento rimodulando in termini quantitativi il servizio delle visite fiscali d’ufficio. Anche se non ne conosciamo ancora i termini, è evidente l'intenzione di ridurre in modo significativo il numero delle visite d'ufficio  rispetto al passato. La prossima settimana – conclude Petrone – saremo ricevuti nuovamente:  per ottenere nuove informazioni  e discutere nel dettaglio il nuovo provvedimento”.   “Il presidio è stato indetto per chiedere con forza all’Inps di sospendere immediatamente il provvedimento e di essere ricevuti - dichiarano i sindacati – siamo contrari alla decisione presa dall’istituto senza preavviso e all’atteggiamento dell’Inps  che ancora non risponde alla nostra richiesta di incontro” Le delegazioni sindacali hanno già da tempo chiesto un incontro all’Inps per discutere il merito della scelta operata dall’istituto che mette a repentaglio centinaia di incarichi professionali. Contro il provvedimento scende in campo anche la Fnomceo che si è unita alle confederazioni per cercare di risolvere “la drammatica situazione venutasi a creare a seguito della sospensione delle visite fiscali d’ufficio per il settore privato”. “Il provvedimento dell’Inps – hanno commentato i rappresentanti della FnomCeo - determina una insostenibile riduzione del lavoro dei medici fiscali, retribuiti con un contratto atipico a prestazione, ma vincolati da gravose incompatibilità che rendono impossibile lo svolgimento di altre significative attività anche libero professionali”.   “Al di là della pur drammatica situazione di oltre mille professionisti che, da anni, svolgono un’attività molto spesso esclusiva e priva di tutele, emerge l’incongruità di un provvedimento che, a fronte di una riduzione delle spese, potrebbe determinare un aumento degli oneri per prestazioni di malattia, molto superiore al risparmio che si propone di realizzare” hanno continuato.  L’esistenza di un’organizzazione di controllo è infatti irrinunciabile garanzia di equilibrio e di equità del sistema. In sua assenza – è questo il timore di Ordine e Sindacati - gli stessi medici certificatori potrebbero essere esposti a pressioni improprie, “in un momento di crisi economica che potrebbe determinare comportamenti opportunistici tendenti a confondere prestazioni di malattia e ammortizzatori sociali”. La FnomCeo ha già richiesto l’attivazione urgente di un Tavolo interministeriale che recepisca le problematiche e che intervenga, identificando idonee risorse, “revocando immediatamente il provvedimento di sospensione, nell’interesse, in primo luogo, dell’appropriatezza delle prestazioni e del contenimento delle spese reali, al di là di ogni cosmesi di bilancio”. La Federazione ritiene infatti che ogni intervento di ridefinizione del rapporto di lavoro dei medici fiscali INPS possa essere discusso “solo dopo la revoca del provvedimento di sospensione delle visite fiscali e solo dopo aver ottenuto idonee garanzie per il mantenimento del posto di lavoro dei medici attualmente impegnati”.   “Anche la natura giuridica del rapporto di lavoro dei medici fiscali – conclude la FnomCeo - necessita di una ridefinzione che garantisca alla categoria stabilità e diritti sindacali”. 

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Fonte: sindacati, fnomceo

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