Inps: nessuna sospensione delle visite ma solo una riduzione

Redazione DottNet | 21/05/2013 17:58

Inps professione sindacato

Dopo il clamore dei giorni scorsi sulla decisione dell’Inps di sospendere le visite fiscali, l’Ente di previdenza risponde ai medici preoccupati per il loro futuro: “L’Inps non ha mai sospeso le visite mediche di controllo, ha solo annunciato di doverle ridurre, in quantità, in conseguenza del taglio delle risorse cui è stato sottoposto dalle ultime leggi di spesa”, precisa il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori (nella foto).

 Aggiunge anche i numeri, a conforto della sua tesi: nel corso del 2012 su poco più di 1,2 milioni di visite mediche di controllo, 900mila sono state disposte d’ufficio dall’Inps, per una spesa complessiva di circa 50 milioni di euro: le visite mediche di controllo, eseguite d’ufficio sono a carico dell’Istituto; quelle richieste dalle aziende vengono pagate dalle aziende: in questo caso nel 2012 ne sono state richieste meno di 300mila. L’esito delle 900mila visite disposte d’ufficio dall’Inps ha portato a una riduzione della prognosi solo in 83mila casi (il 9% del totale delle visite eseguite: un risultato comunque quasi doppio di quello delle visite richieste dalle aziende, su 295mila visite effettuate su richiesta dell’azienda solo 16mila volte si è giunti a una riduzione di prognosi, cioè nel 5,5% dei casi). “Proprio in relazione a questi risultati, oltre che alla drastica riduzione delle spese di gestione cui è stato sottoposto l’Istituto – sottolinea Nori – per quest’anno è stata decisa una riduzione delle visite: l’Inps non ha mai parlato di sospensione. Una riduzione a circa 100mila visite per il 2013, forti dell’esperienza costruita con un sempre più sofisticato sistema di datamining, ci porterà a far crescere la percentuale dei risultati di riduzione di prognosi, pur in presenza di una sensibile diminuzione del numero di visite eseguite. Quindi con meno risorse economiche e con maggiore selettività dei controlli, riusciremo a produrre comunque un sempre più efficace contrasto al fenomeno dell’assenteismo”. 

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Fonte: Inps