Tumori, si allunga la lista dei farmaci

Redazione DottNet | 08/11/2008 18:47

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Si allunga la lista dei nuovi farmaci che dai banconi dei laboratori si avvicinano ai letti dei pazienti, mentre è ormai caccia aperta ai trucchi che i tumori che i tumori escogitano per sfuggire alle cure. Si affilano le armi per affrontare quella che, nella Giornata per la ricerca sul cancro, l'oncologo Umberto Veronesi ha definito la corsa per riuscire a sconfiggere il 30% dei tumori per i quali oggi non esiste cura efficace.

''Oggi la guarigione è possibile per il 52% dei tumori, ma sappiamo che grazie alla diagnosi precoce si potrà raggiungere il 70%'', ha detto Veronesi, nell'incontro organizzato a Roma dall' Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), uno dei 22 organizzati in Italia dall'associazione per la Giornata.
- DIAGNOSI PRECOCE SALVAVITA: Veronesi non ha dubbi che sia così. ''Tac, Pet, risonanza magnetica nucleare, mammografia, ecografia - ha detto - permettono di scoprire tumori piccolissimi e sappiamo che curare un tumore di pochi millimetri significa curarlo nel 90% dei casi''. E' così per il tumore del seno (guaribile in nove casi su dieci), ma anche per quello della prostata, guaribile in sei-sette casi su dieci.
- ANTICORPI MONOCLONALI: sono una delle speranze per i prossimi anni. Su di loro sta puntando tutte le energie l'italiano Napoleone Ferrara, ricercatore della Genentech a San Francisco, una delle aziende biotecnologiche più grandi del mondo. Gli anticorpi monoclonali sono ''frecce'' molecolari capaci di bloccare il fattore che fa crescere i vasi sanguigni che nutrono i tumori. ''Ora abbiamo le idee molto chiare su come funzionano'', meno chiaro è invece perchè alcuni tumori riescono a sfuggire a queste nuove armi e adesso, ha detto Ferrara, ''vogliamo capire come si difendono.
- IMMUNOTERAPIA: ''il sistema immunitario è un alleato che possiamo sfruttare nella nostra battaglia contro il cancro'', ha detto l'oncologo molecolare Vincenzo Bronte, dell'Istituto Oncologico Veneto. La scommessa, ha detto, è fare in modo che ''le cellule immunitarie diano il loro bacio della morte al tumore. E' un bacio rapido, che uccide in pochi attimi, e che potrà affiancare le terapie convenzionali''. La corsa ai vaccini anticancro è cominciata anni fa, ma i risultati sono ancora deludenti, tanto che non arrivano al 10% i pazienti che possono beneficiarne. ''Per anni ci siamo chiesti le ragioni del fallimento di un'arma così promettente'' e adesso, ha aggiunto, il nuovo bersaglio dell'immunoterapia sono un particolare tipo di cellule alleate del cancro, chiamate Mdsc (Myeloid-derived suppressor cells), che lo proteggono dal sistema immunitario.
- LUNGA LISTA DI NUOVI FARMACI: è una lista che ''cresce di giorno in giorno'', ha detto Bronte. I primi test clinici si basano sul sildenafil, la molecola del Viagra, e negli Stati Uniti si stanno reclutando i pazienti presso il centro per la ricerca sul cancro dell'università Johns Hokins di Baltimora. Coordina i test l'italiano Ivan Borrello, che ha sperimentato la molecola su topi con tumore. ''Ci stiamo anche chiedendo - ha concluso Bronte - se non si possa rivolgere contro questi bersagli anche la chemioterapia convenzionale, magari combinata con l'immunoterapia''.