Fascia C: prima udienza alla Corte europea, ottimismo dalle parafarmacie

Redazione DottNet | 22/05/2013 18:28

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La liberalizzazione dei farmaci di fascia C arriva davanti alla Corte di Giustizia europea: si e' infatti svolta a Lussemburgo la prima udienza dei rappresentanti di Federfarma, la federazione tra le farmacie italiane, e delle Parafarmacie. Lo rendono noto le Parafarmacie italiane, che esprimono ottimismo in vista del verdetto che dovrebbe arrivare a fine estate.

 L'udienza davanti alla Corte, incaricata di verificare la legittimita' della normativa italiana che vieta alle parafarmacie di vendere i farmaci con l'obbligo di ricetta bianca, quelli cioe' a totale carico del cittadino, si e' svolta il 15 maggio. ''Ci hanno chiesto - hanno spiegato le Parafarmacie - se la liberalizzazione dei farmaci di fascia C potesse comportare problemi di assistenza sanitaria, e problemi di aggravio sull'erario. Le nostre risposte sono state negative''.  Il presidente delle Parafarmacie italiane, Giuseppe Scioscia, ricorda che ''la partita parafarmacie-fasciaC è sotto la lente di tre Tribunali amministrativi regionali in attesa di altrettanti pronunciamenti da parte dei massimi organi di garanzia costituzionale delle leggi". "Abbiamo tre frecce nel nostro arco - ricorda Scioscia - i Tar Lombardia, Catania e Reggio Calabria hanno infatti gia' ritenuto ingiustificate e arbitrarie le discriminazioni operate nei nostri confronti e rimesso la questione alla Corte Costituzionale e a quella di Giustizia", ha precisato Scioscia. "A noi basta che una di queste corti ci dia ragione per ottenere il risultato voluto".  La prima Corte ad essere investita del problema dal Tar Lombardia e' stata quella di Lussemburgo che nella seduta di mercoledì scorso ha calendarizzato le tappe del procedimento che prevedono la pubblicazione delle Conclusioni dell'Avvocato generale il prossimo 5 settembre. La sentenza definitiva e' prevista entro la fine dell'anno. Si attende ora il verdetto della Corte Costituzionale e una seconda diversa pronuncia della Corte Ue.

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Fonte: Parafarmacie, federfarma