Airc, manca in Italia il registro nazionale dei tumori

Oncologia | Redazione DottNet | 08/11/2008 18:52

Sono 300.000 i nuovi casi di cancro in Italia ogni anno e 1,6 milioni gli italiani colpiti dalla malattia, ma la buona notizia è che in oltre il 50% dei casi si arriva alla guarigione, anche se con delle differenze sul territorio.

Ma se i progressi della medicina promettono ulteriori risultati in termini di lotta al cancro, gli esperti sottolineano anche la necessità di una migliore organizzazione: a partire dalla creazione in Italia di un registro nazionale tumori, per un monitoraggio costante e continuamente aggiornato della patologia nel nostro Paese. Un'esigenza affermata da ricercatori e oncologi che, in 22 città, hanno partecipato ad incontri e seminari in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro promossa dall'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc). ''Serve un registro nazionale generale dei tumori per avere un quadro attendibile della diffusione del cancro e, su questa base, organizzare il lavoro in modo mirato. - ha affermato Aldo Pinchera, direttore del dipartimento di Endocrinologia dell'università di Pisa, intervenuto alla giornata organizzata dall'Airc a Pisa - Solo attraverso un registro nazionale - ha osservato l'esperto - si può capire chi è colpito dal cancro, dove, a che età, che tipo di aggregazione di tumori ci sono e raccogliere tanti altri dati che aiutano a dare un quadro preciso della diffusione del male''. Una tale raccolta di dati, ha spiegato, permetterebbe infatti di organizzare un ''intervento calibrato rispetto all'impatto che la malattia dà sulla popolazione''. Questo registro esiste già negli Stati Uniti e anche in alcuni paesi europei come la Svezia. E in Italia? ''Alcune regioni, come la Toscana - ha sottolineato Pinchera - stanno facendo uno sforzo in questo senso''. Ma, al momento, per avere informazioni sull'incidenza dei tumori ci si deve ancora rivolgere ai singoli centri. Un più efficace monitoraggio sul territorio chiedono, dunque, gli esperti. A fronte però di prospettive incoraggianti: ci si avvicina sempre di più, ad esempio, a terapie ''individuali'' e ''farmaci intelligenti''. La novità, ha spiegato infatti Emilio Bombardieri dell'Istituto nazionale tumori di Milano, intervenendo ad un incontro organizzato dall'Airc a Bari, ''è che andiamo verso forme di terapia molecolare cosiddette individuali perchè per combattere i molteplici aspetti del cancro vanno ricercate terapie su misura e mirate a ciascun caso''. Ma resta anche una nota dolente: La ricerca in Italia è ancora poco valorizzata, affermano in coro gli esperti, e il Paese ''non vi investe molto e lascia scoperti spazi in cui, fortunatamente, subentra il privato''. Nella giornata per la ricerca sul cancro, il messaggio lanciato resta comunque quello della speranza, sia pure con delle criticità. Con un dato su tutti: La malattia è in aumento, ma cresce anche il tasso di sopravvivenza. Oggi, infatti, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 45,7% negli uomini e del 57,5% nelle donne, dati che rappresentano un aumento rispetto al 1985 di circa il 15%, mentre per la sopravvivenza a dieci anni il miglioramento è circa del 6%. Dati positivi ma non uniformi sul territorio. Resta, infatti, il problema delle differenze geografiche: la sopravvivenza al Nord e al Centro è infatti più alta di circa il 10% rispetto al Sud.

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