Lorenzin: l’aumento della vendita di generici è un fattore positivo. Ma Federanziani attacca i farmacisti

Farmaci | Redazione DottNet | 29/05/2013 19:51

L'aumento della vendita dei farmaci generici (fino al 25%) registratosi negli ultimi mesi con l'introduzione dell'obbligo di indicare il principio attivo sulle ricette mediche, e' un ''fattore positivo''. Lo ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a margine del Forum Pa 2013.

I dati di Assogenerici parlano chiaro e mostrano un quadro che sembra aver prodotto l'effetto sperato dal legislatore: l'aumento del consumo del farmaco equivalente anche in Italia, da sempre fanalino di coda in Europa. Nel periodo preso in esame, la crescita delle vendite dei generici, anche se con valori diversi ha riguardato un po' tutte le regioni. Questo un quadro parziale, percorrendo lo Stivale da Nord a Sud: Piemonte (+20%); Veneto (+23%); Emilia Romagna (+21%); Lombardia (22%); Liguria (+26%); Marche (+23%); Lazio (+25%); Campania (+24%); Basilicata (+26%); Calabria (36%). Tutte regioni, queste, che già prima dell'introduzione della norma facevano registrare aumenti delle vendite degli equivalenti. Lo studio prende in esame anche le prime dieci categorie terapeutiche del mercato di classe A (farmaci rimborsati dal Ssn) per confezioni e spesa, e la relativa incidenza dei medicinali generici aggiornato a marzo 2013.  Analizzando la tabella, emerge che ad esempio tra gli inibitori di pompa, farmaci gastroprotettori, il 62% delle vendite è rappresentato da medicinali di marca e il 37% dagli equivalenti. Anche tra i farmaci contro l'ipertensione cresce la voglia di generico: la fetta dei 'senza marca' secondo gli ultimi dati è pari al 29% della spesa. E ancora. Tra i betabloccanti la quota dei generici supera ormai il 26% del mercato, mentre la spesa per gli antidepressivi equivalenti sfiora il tetto del 20%.  Insomma, anche se ancora non si raggiungono le percentuali di vendita registrate in Europa, dove fino al 90% delle ricette è 'senza marca', l'introduzione dell'obbligo di prescrizione del principio attivo sembra funzionare. Eppure la norma, in sede di approvazione in Parlamento, ha suscitato numerose polemiche, sia all'epoca della prima introduzione (ad agosto 2012 all'interno del decreto sulla spending review), sia successivamente quando è stata modificata (dicembre 2012), in occasione del via libera al decreto 'Sviluppo'.

Scontro con Federanziani. E' polemica tra Federanziani e la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) dopo la diffusione dei dati sull'aumento delle vendite dei farmaci generici. Ad innescarla, le dichiarazioni del presidente di Federanziani, Roberto Messina, che pur apprezzando il successo di questi farmaci parla di ''allarme zapping farmaceutico''. E aggiunge che ''non si dovrebbe lasciare a un soggetto terzo come il farmacista la scelta di quale scatola consegnare al paziente, esponendolo al rischio di diffidenza verso la sostanza che assume, confusione e banalizzazione dei medicinali, con la conseguenza di indebolirne l'aderenza alla terapia e pregiudicare quindi l'efficacia delle cure''.  Le dichiarazioni di Messina, secondo il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) Andrea Mandelli ''depongono per una sua scarsissima conoscenza della materia''. ''In primo luogo - ricorda Mandelli - il farmacista propone e non impone la sostituzione del medicinale come da obbligo di legge. Inoltre, 'il garante' delle sostanze chimiche assunte dai cittadini e' l'Aifa, il solo ente preposto ad autorizzare l'immissione in commercio dei medicinali sulla base di prove di efficacia, sicurezza e, nel caso dei generici, bioequivalenza''.

Si tratta, ha spiegato il ministro, di un ''fattore positivo perche' ci stiamo avvicinando ai numeri dell'Europa e stiamo riequilibrando il settore''. Il ministro ha commentato gli ultimi dati di Assogenerici che confermano l'andamento di crescita gia' indicate dall'Aifa nell'ultimo rapporto Osmed, dove si segnalava anche l'entrata nella fascia dei generici di molti farmaci importanti ai quali e' scaduto proprio negli ultimi mesi il brevetto. Dall'introduzione della norma che prevede l'obbligo di prescrizione del principio attivo nell'agosto 2012, e considerando lo stesso periodo temporale, la crescita del numero di confezioni di farmaci equivalenti rimborsate in alcune regioni ha registrato una crescita importante. In Calabria si passa da un +25% ad un +36% o in Basilicata da un +12% ad un +26%, in Campania da un +14% ad un +24%, nel Lazio da un +13% ad un +25%, in Liguria da un +15% ad un +26% per finire con le Marche la cui crescita passa da un+12% ad un +23%, che si affiancano a crescite meno importanti in altre regioni come il Piemonte da un +15% ad un +20%, il Veneto da un +16% ad un +23%, l'Emilia Romagna da un 15% ad un 21% o la Lombardia da un +18% ad un +22%, regioni che già prima dell'introduzione della norma, rientravano tra quelle più virtuose nell'utilizzo dei farmaci generici.

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Fonte: ministero della salute

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