Oncologia, il futuro è nelle immunoterapie. Nuovi farmaci da Bristol, Roche e Merck. Bene le cure in Italia

Redazione DottNet | 01/06/2013 19:53

Saranno le nuove immunoterapie, che combattono i tumori 'stimolando' il sistema immunitario le 'star' del meeting dell'American Society of Clinical Oncologists (Asco), il piu' importante appuntamento dell'oncologia mondiale in programma fino al 4 giugno.

Durante le diverse sessioni verranno presentati i dati di numerosi test clinici, che secondo gli esperti dovrebbero essere promettenti. I nuovi farmaci agiscono impedendo alle cellule tumorali di legarsi ad una proteina delle cellule T, tra le principali del sistema immunitario, chiamata Pd-1. Il processo rende i tumori inattaccabili da parte delle difese 'naturali' dell'organismo. Sono tre le aziende che presenteranno farmaci di questo tipo, Bristol-Myers Squibb, Roche e Merck, che hanno sviluppato molecole che funzionano contro diversi tumori, da quello del polmone a quello del rene al melanoma. ''Dal punto di vista finanziario - spiega l'analista Barbara Ryan al sito della Cnbc - ci si aspetta da questi farmaci una vera rivoluzione entro i prossimi dieci anni''. La necessita' di nuovi farmaci e' stata messa in luce anche dagli stessi esperti dell'Asco. Secondo le cifre presentate sono 7,6 milioni i morti per cancro previsti nel mondo per il 2013, che diventeranno 12 l'anno entro il 2030.

Italia promossa, anzi tra i primi della classe per le cure, bocciata in prevenzione. E' questa la fotografia della lotta ai tumori in Italia scattata dall'Aiom, l'associazione italiana di Oncologia Medica. Nel 2012 i tumori hanno fatto registrare in Italia 364mila nuove diagnosi e 175mila decessi, e la sopravvivenza per tutti i tipi di tumore e' segnalata in aumento. ''Il 61% delle donne e il 52% degli uomini e' vivo a cinque anni dalla diagnosi - ha sottolineato Sergio Pecorelli, Presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) -. Particolarmente elevata la sopravvivenza dopo un quinquennio in neoplasie frequenti come quelle del seno (87%) e della prostata (88%). Ma e' necessario aumentare gli investimenti in prevenzione, soprattutto sugli stili di vita, ancora troppo scarsi''. In Italia i farmaci oncologici rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% dell'intera nosocomiale. Qualche risparmio potrebbe arrivare dall'introduzione dei farmaci biosimilari, gli 'equivalenti' degli anticorpi monoclonali che hanno rivoluzionato le terapie. ''Le maggiori criticita' legate all'uso di questi prodotti - sottolinea pero' Stefano Cascinu, presidente Aiom - derivano dal fatto che possono funzionare in maniera differente rispetto all'originatore. E' necessario quindi che sia posta particolare attenzione ai processi di vigilanza e controllo''. 

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Fonte: Asco, aiom

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