Ortopedici in agitazione, sciopero a luglio: insostenibile il contenzioso medico-legale

Redazione DottNet | 01/06/2013 20:04

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Ortopedici in stato di agitazione e pronti anche a scioperare, il prossimo primo luglio. Sotto accusa il contenzioso medico-legale, ormai "insostenibile", e l'assenza di regole adeguate sulla responsbilità professionale.

 A proclamare lo stato di agitazione l'associazione Nuova Ascoti, dipartimento del sindacato Anpo-Ascoti-Fials medici, che rappresenta i chirurghi ortopedici e traumatologi italiani che la prossima settimana dovrebbe avere un incontro al ministero del Lavoro per il tentativo di conciliazione volto a scongiurare lo sciopero. In caso di esito negativo, così come già accaduto all'inizio dell'anno con lo sciopero dei ginecologi (mosso dalle stesse motivazioni), sarebbero interrotti per un giorno gli interventi programmati e sarebbe garantite solo le emergenze. "Ginecologi e ortopedici - spiega l'ex senatore Michele Saccomanno, presidente del sindacato (nella foto) - sono le due categorie più esposte al rischio", che ormai sta iniziando a creare problemi anche per il ricambio generazionale visto che "stiamo andando verso l'estinzione dei giovani ortopedici. I giovani medici per paura non si iscrivono più alle nostre specializzazioni". Gli ortopedici hanno spiegato le regioni della protesta in una lettera inviata ai ministri della Salute, del Lavoro e alla presidenza del Consiglio, nella quale ricordano anche la scadenza imminente (fine giugno) per l'emanazione del nuovo regolamento sulla copertura assicurativa per i medici, previsto dal decreto 'Sanita' e sviluppò dell'ex ministro Balduzzi. Gli specialisti ricordano di avere già scritto al ministro Lorenzin in merito, "ma ad oggi nessuna risposta è pervenuta". Tra le richieste avanzate dagli ortopedici ci sono anche la definizione dell'atto medico, assente nella legislazione italiana, nuove norme in materia di responsabilità, ritenendo appunto insufficienti le misure apportate dal decreto Balduzzi, e l'assunzione del personale precario.

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Fonte: ministero della salute, eurisko, fiaso, merqurio