Veronesi, i dieci diritti del malato: i tagli minacciano la sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/06/2013 17:36

E’ un coro unanime quello si leva da più parti per salvare una sanità che ormai langue in preda ad un crisi epocale. Ieri l’annuncio dei medici del servizio sanitario nazionale che proclameranno uno sciopero contro il blocco dei contratti, gli ortopedici anch’essi in difficoltà per un eccesso di cause che mina la serenità del medico, e poi troppi gli oneri nella farmaceutica.

 E a farne le spese sono, come al solito, i più deboli, gli ammalati gravi, coloro cioè che non possono permettersi cure private. Drammatica appare poi la situazione dei malati oncologici, abbandonati a loro stessi in strutture fatiscenti affiancati solo dal personale medico e paramedico che fa sforzi sovrumani per dare loro dignità e sollievo. Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), ha una sua ricetta: ''Ripartire dal malato, codificandone i diritti da ritenere inviolabili. Bisogna dare alla crisi economica che con la spending review spaventa profondamente i cittadini e mette a rischio il modello di sanità fin qui adottato''. E nel corso del Ieo Day 2013, l'appuntamento annuale di presentazione dei risultati e dei programmi di ricerca dell'Istituto, l'oncologo ha enunciato il suo 'Decalogo dei diritti del malato', quello osservato all'Ieo. Il primo diritto è di avere cure scientificamente valide, ''e non terapie non supportate da dati - osserva Veronesi- come la terapia Di Bella''; il secondo, ad avere cure sollecite (''in Francia non ci sono liste d'attesa perché ci sono 30 istituti oncologici, di cui 5 a Parigi''); terzo: diritto a una seconda opinione (''che nella medicina paternalistica corrispondeva a un oltraggio al medico''); al quinto posto il diritto alla privacy (''ma che privacy c'e' senza essere ricoverati in una camera singola?'').  Il sesto diritto del malato è di essere informato sulle terapie (''Ma oggi il 'consenso informato' è ridotto a un modulo scritto molto fitto, che il paziente deve firmare in fretta, che serve soprattutto al medico a sgravarsi di responsabilità''); settimo: diritto a rifiutare le cure (''sancito dalla Costituzione all'art.32. Qui si cerca di mediare col paziente proponendogli cure più moderate. Una volta, le donne che rifiutavano la mastectomia le si mandava via'').  Ottavo: diritto a esprimere la propria volontà anticipatamente (''Meno male che la proposta di legge sul fine vita non è andata in porto, perché imponeva proprio il contrario''); al nono posto il diritto a non soffrire (''l'Ieo è un ospedale senza dolore. Abbiamo la morfina, usiamola''). Infine il diritto al rispetto e alla dignità (''E il solo fatto di ricoverare due malati in una sola camera è già un oltraggio''). Questo decalogo sembra un 'libro dei sogni', per come vanno le cose in Italia, ma Veronesi è ottimista: ''Si sta prendendo coscienza del fatto che abbiamo un sistema ospedaliero vecchio, e non solo dal punto di vista edilizio''.

Spesa, il commento di Pani (Aifa):La spesa ospedaliera rappresenta una delle criticità ancora irrisolte nel sistema della Sanità, afferma il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani.  ''Riguardo l'equilibrio economico complessivo - spiega Pani - riusciamo a garantirlo con riferimento alla spesa territoriale ma abbiamo maggiori difficoltà con la spesa ospedaliera, e su questo versante bisogna tenere conto che sono in arrivo farmaci molto onerosi per il Servizio Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda l'unitarietà del sistema a livello territoriale, - ha quindi aggiunto - esistono purtroppo grosse disparità, con alcune Regioni che hanno raggiunto standard di eccellenza e altre che sono ancora molto indietro e non garantiscono ai cittadini l'accesso a determinati farmaci''. Il futuro, ha inoltre rilevato il direttore generale dell'Aifa, ''sarà segnato da sfide sempre più complesse: le disomogeneità regionali nell'accesso ai farmaci, la medicina sempre più personalizzata, l'invecchiamento della popolazione. L'Italia ha un grande patrimonio di pazienti anziani e ha investito in maniera massiccia sul suo sistema sanitario, creando un rapporto medico-paziente che non ha eguali in nessun altro Paese. Deve mettere a valore tali risorse - ha concluso - puntando proprio sul rapporto tra medico e paziente''.

Saranno le nuove immunoterapie, che combattono i tumori 'stimolando' il sistema immunitario le 'star' del meeting dell'American Society of Clinical Oncologists (Asco), il piu' importante appuntamento dell'oncologia mondiale che si e' appena aperto a Chicago e si terra' fino al 4 giugno. Durante le diverse sessioni verranno presentati i dati di numerosi test clinici, che secondo gli esperti dovrebbero essere promettenti. I nuovi farmaci agiscono impedendo alle cellule tumorali di legarsi ad una proteina delle cellule T, tra le principali del sistema immunitario, chiamata Pd-1. Il processo rende i tumori inattaccabili da parte delle difese 'naturali' dell'organismo. Sono tre le aziende che presenteranno farmaci di questo tipo, Bristol-Myers Squibb, Roche e Merck, che hanno sviluppato molecole che funzionano contro diversi tumori, da quello del polmone a quello del rene al melanoma. ''Dal punto di vista finanziario - spiega l'analista Barbara Ryan al sito della Cnbc - ci si aspetta da questi farmaci una vera rivoluzione entro i prossimi dieci anni''. La necessita' di nuovi farmaci e' stata messa in luce anche dagli stessi esperti dell'Asco. Secondo le cifre presentate sono 7,6 milioni i morti per cancro previsti nel mondo per il 2013, che diventeranno 12 l'anno entro il 2030.

Italia promossa, anzi tra i primi della classe per le cure, bocciata in prevenzione. E' questa la fotografia della lotta ai tumori in Italia scattata dall'Aiom, l'associazione italiana di Oncologia Medica. Nel 2012 i tumori hanno fatto registrare in Italia 364mila nuove diagnosi e 175mila decessi, e la sopravvivenza per tutti i tipi di tumore e' segnalata in aumento. ''Il 61% delle donne e il 52% degli uomini e' vivo a cinque anni dalla diagnosi - ha sottolineato Sergio Pecorelli, Presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) -. Particolarmente elevata la sopravvivenza dopo un quinquennio in neoplasie frequenti come quelle del seno (87%) e della prostata (88%). Ma e' necessario aumentare gli investimenti in prevenzione, soprattutto sugli stili di vita, ancora troppo scarsi''. In Italia i farmaci oncologici rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% dell'intera nosocomiale. Qualche risparmio potrebbe arrivare dall'introduzione dei farmaci biosimilari, gli 'equivalenti' degli anticorpi monoclonali che hanno rivoluzionato le terapie. ''Le maggiori criticita' legate all'uso di questi prodotti - sottolinea pero' Stefano Cascinu, presidente Aiom - derivano dal fatto che possono funzionare in maniera differente rispetto all'originatore. E' necessario quindi che sia posta particolare attenzione ai processi di vigilanza e controllo''.

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Fonte: Veronesi, Aifa, aiom, cnbc

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