Parafarmacisti: le farmacie chiuse ad ogni liberalizzazione

Farmacia | Redazione DottNet | 04/06/2013 18:19

In questi giorni abbiamo pubblicato la classifica delle categorie con i redditi più alti. E, come si ricorderà, i farmacisti sono al secondo posto dopo i notati. Immediato il commento dei parafarmacisti:

 “Mentre il Paese è allo stremo, i dati sugli studi di settore del ministero dell’Economia non fanno che confermare un trend ormai in atto da anni: nella classifica dei redditi ancora una volta i farmacisti si collocano al secondo posto dopo i notai. Risulta dunque quanto mai paradossale la perseveranza della politica italiana a voler tutelare certe rendite di posizione oramai non più sostenibili”, afferma il presidente delle Parafarmacie italiane, Giuseppe Scioscia. " Non abbiamo nulla contro i redditi top delle farmacie - precisa Scioscia -. E' piuttosto la chiusura della categoria verso ogni forma di liberalizzazione del sistema del farmaco ad essere sospetta: un tentativo fin troppo palese di non voler vedere scalfita nemmeno una virgola della propria fetta di mercato. Una resistenza francamente oramai non più sostenibile". La normativa italiana infatti, sotto la pressione delle lobby farmaceutiche, ancora vieta alle parafarmacie di vendere i medicinali con obbligo di ricetta bianca, quelli cioè a totale carico del cittadino. Una discriminazione ritenuta illegittima dalle stesse Parafarmacie e che nel corso dell'anno e' stata ritenuta tale anche da tre Tar italiani. La questione e' ora nelle mani della Corte Costituzionale e di quella di Giustizia delle Unione europea. Le farmacie fanno registrare una media di 103.400 euro l’anno, subito dopo i notati a quota 315.600 euro. L'aumento più marcato riguarda le persone fisiche, con un +2,4%, quello più leggero le società di capitali con un +1,3%. Qui il reddito medio viaggia su altri livelli, a una media di 49.900 euro, e in aumento dello 0,8% rispetto all'anno precedente. In coda, anche dopo i dipendenti, bar, taxi e autosaloni tutti con redditi mini. Dichiarazioni 'magre' anche per gioiellieri e parrucchieri: noleggio di autovetture 5.300 euro Negozi abbigliamento e scarpe 6.500 Istituiti di bellezza 7.200 Tintorie e lavanderie 9.100 Negozi giocattoli 9.800 Autosaloni 10.100 Parrucchieri 13.200 Servizi di ristorazione 15.400 Taxi 15.600 Macellerie 16.700 Gioiellieri 17.300 Bar e gelaterie 17.800 Alberghi e affittacamere 18.300 Veterinari 21.000 Imbianchini e muratori 23.600 Architetti 29.100 Avvocati 58.700 Studi medici 69.500.

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Fonte: Parafarmacie

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