Bene la cosmesi, ma Unipro chiede sgravi e meno burocrazia

Farmacia | Redazione DottNet | 06/06/2013 12:01

Il settore della cosmesi non conosce crisi: i conti continuano ad essere in nero con l’occupazione che non dà segni di squilibrio. Tuttavia Fabio Rossello, presidente di Unipro, chiede sgravi fiscali per gli investimenti in ricerca e sviluppo e semplificazione della regolamentazione:

 “Con il nostro Report - ha spiegato Rossello presentando il Quarto Beauty report che fotografa lo stato del settore - chiediamo prima di tutto più consapevolezza per il comparto, una presenza importante e anticiclica nel sistema economico italiano”. Secondo Rossello, il settore vale dieci miliardi di euro circa, con una bilancia commerciale positiva per oltre 1 miliardo, che esporta prodotti per 3 miliardi e una filiera che impiega circa 200mila addetti (35mila nella sola industria)”. Bene anche l’export negli ultimi 4 anni con una quota di fatturato che passa dal 28 al 31%: “Il nostro è un sistema di qualità riconosciuto nel mondo. Il 65% del make up mondiale aggiunge il presidente Unipro - è creato e prodotto in Italia. Per questo chiediamo al governo di aiutarci a mantenere e portare avanti questa eccellenza”. Vorremmo, ha concluso Rossello “sgravi per gli investimenti in ricerca e sviluppo, che si aggirano tra il 6 e l'8%, molto vicino alla farmaceutica e quasi il doppio degli altri settori e un aiuto nella semplificazione delle regolamentazioni, che oggi si svolgono a livello europeo ma in cui l'Italia partecipa significativamente”. 

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Fonte: unipro

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