Sangue, cinque regioni in supporto di Lazio e Sardegna

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/06/2013 19:29

Lazio, Sardegna e in parte Sicilia non sono autosufficienti per quanto riguarda le scorte di sangue e devono per questo appoggiarsi, tramite il principio della compensazione regionale, ad altre realtà considerate piu' ''virtuose'' come Piemonte, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Basilicata, che effettuano una raccolta di sangue superiore al fabbisogno locale.

E' un'Italia a due velocita' (anzi tre, considerando le Regioni che bastano a se stesse) quella che emerge dai dati presentati dalla Simti, Societa' Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia, alla terza Conferenza nazionale dei servizi trasfusionali. ''Per Sardegna e in parte Sicilia - spiega il professor Claudio Velati, presidente della Simti - cio' e' dovuto a un'importante presenza di talassemici, mentre per il Lazio c'e' un problema organizzativo del sistema trasfusionale''. Secondo Velati, affinche' tutte le Regioni raggiungano l'autosufficienza, e' fondamentale sensibilizzare sull'importanza che rivestono le donazioni di sangue, un gesto semplice, coraggioso e altruista. Una risorsa importante e alla quale prestare una maggiore attenzione - sottolinea inoltre il presidente Simti - puo' essere rappresentata dalla popolazione immigrata che vive nel nostro Paese. In questo caso, pero', e' necessario prendere degli accorgimenti in base al Paese di provenienza, come ad esempio l'accertamento di eventuali malattie virali del sangue, endemiche in alcune aree del mondo.  Una volta superati i controlli e rispettati i tempi di sospensione della donazione legati a viaggi nei paesi d'origine (cosa che avviene anche per gli italiani) non c'e' alcune differenza procedurale.

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Fonte: Simti

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