Enpam, quesiti sul riallineamento e riscatto anni di laurea e speciali

Redazione DottNet | 11/06/2013 19:37

Diversi lettori ci pongono quesiti relativi ai problemi pensionistici che puntualmente sottoponiamo al vaglio del nostro staff di esperti. Un iscritto ci chiede se i riscatti di allineamento (quota B e Fondo Medici di Medicina Generale) sono "ripetibili"? Il nostro lettore aggiunge anche che ha già effettuato detti riscatti e chiedendosi se poteva di nuovo riallinearsi.

“Si tratta di fondi che preferirei dedurre dall'imponibile e ricavare un aumento di pensione”, precisa. Ed ecco la risposta del nostro esperto: “I riscatti di allineamento Enpam sono ripetibili all’infinito, a patto che vi siano i presupposti per farlo (nel caso del Fondo della libera professione un reddito di uno degli ultimi tre anni di versamento migliore di quelli presi a base per il precedente allineamento, nel caso dei medici di medicina generale una media degli ultimi 36 mesi di versamento migliore della precedente)”. “Ovviamente – precisa il consulente -, bisogna anche aver completato il versamento del precedente riscatto ovvero, in caso di rinuncia ad un precedente riscatto, occorre che siano passati almeno due anni dalla rinuncia medesima. Bisogna pure essere in regola con i pagamenti del riscatto di laurea ed essere ancora in attività”. Il secondo quesito riguarda il riscatto anni di laurea e la specializzazione. Il nostro iscritto chiede: “L'età minima di pensionamento, con il nuovo regolamento approvato dall'Enpam, passa dai 58 anni attuali ai 62anni nel 2018. Chi ha riscattato gli anni di laurea e di specializzazione, in precedenza, vede annullato il beneficio principale di tale istituto, ovvero la possibilità di andare in pensione anticipatamente. Ora questo patto non viene più onorato dall'Enpam. Chi ha riscattato gli anni di laurea vede annullati i diritti acquisiti?”. Ecco la replica dell’esperto, poco confortante: “La risposta purtroppo è affermativa. Si può parlare di diritto acquisito soltanto quando siano stati perfezionati tutti i requisiti richiesti per il pensionamento, ivi compresa la cessazione dell’attività. Pertanto, se l’interessato non raggiunge il 62° anno di età, a nulla serve aver conseguito prima i 35 anni di servizio (compreso il riscatto) necessari per il diritto a pensione di anzianità. Magari si può valutare se nel frattempo non si conseguono i 42 anni di servizio, necessari per andare in pensione con qualunque età”. “Il riscatto tuttavia – conclude il consulente -  non perde di significato, perché comporta comunque un sensibile aumento del trattamento pensionistico, e aiuta in ogni caso a conseguire una pensione anticipata, anche se magari a 62 anni invece che a 58 anni e mezzo, come nel precedente regime”.

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Fonte: fonte interna Dottnet

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