In esclusiva: così funziona il vaccino contro la meningite

Redazione DottNet | 01/07/2013 19:34

La meningite è una malattia che spaventa anche solo a nominarla, e a ragione: quella causata da meningococco B è responsabile di sei casi di meningite meningococcica su dieci in Italia, può colpire soprattutto i bambini con meno di un anno e ha un decorso talmente rapido che può uccidere in meno di 24 ore, o comunque lasciare disabilità permanenti.

Ora però esiste un'arma per contrastarla: il primo vaccino contro il ceppo B è appena stato approvato dall'Agenzia italiana del Farmaco, ed è stato messo a punto interamente in Italia dai ricercatori del Centro Novartis Vaccines a Siena guidati da Rino Rappuoli (clicca qui per la video intervista in esclusiva). Il vaccino dovrebbe essere disponibile entro la fine dell'anno. La meningite meningococcica è la principale causa di meningite in Europa, soprattutto tra i neonati. ''Esistono vaccini in grado di proteggere contro i ceppi A, C, Y e W135 della meningite meningococcica - spiega Rappuoli, responsabile mondiale della ricerca di Novartis Vaccines and Diagnostics - ma finora non era disponibile un vaccino contro il meningococco B. Questo nuovo vaccino permetterà non solo di salvare molte vite umane, ma anche di cambiare le prospettive della lotta contro la meningite nel mondo. Adesso il nostro ruolo passa in secondo piano e il compito più importante lo avranno i governi e le istituzioni, che hanno l'obiettivo di tutelare la salute pubblica con efficaci programmi di immunizzazione''. La meningite meningococcica è particolarmente pericolosa perché colpisce senza alcun sintomo di preavviso, e può portare al decesso entro 24-48 ore. Ha una letalità del 9-12%, ma senza un adeguato trattamento antibiotico può raggiugere il 50%. ''Su dieci persone che contraggono la malattia - dicono gli esperti - circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate, e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti. La prevenzione con la vaccinazione è quindi l'unica difesa contro questa malattia così aggressiva''.  Ogni anno nel mondo sono mezzo milione i casi di meningite meningococcica. In Italia, la causa principale è il ceppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64% dei casi totali, e del 77% dei casi nei bambini sotto l'anno di età.  ''Non c'è esperienza peggiore per un pediatra del vedere un bambino con una meningite o una sepsi - commenta Chiara Azzari, direttore della Clinica Pediatrica II all'Università di Firenze e Ospedale Meyer  (clicca qui per vedere la video intervista) - le fasce d'età a maggior rischio sono due: quella tra 0-12 mesi e quella tra 12-18 anni. La maggior incidenza è tra i 4 e gli 8 mesi: ecco perché, per ottenere risultati effettivi nella riduzione dei casi, la prima barriera deve essere posta ai 2 mesi, con programmi di vaccinazione adeguati''.  A seguito dell'approvazione dell'Agenzia del Farmaco, le autorità competenti valuteranno l'inserimento del nuovo vaccino nei calendari vaccinali regionali e nell'ambito del prossimo Piano Vaccinale Nazionale. ''La Sanità Pubblica non può che salutare con sollievo la disponibilità di ogni nuovo vaccino - dice Michele Conversano, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (clicca qui per vedere la video-intervista) - tanto più in questo caso, data la gravità della meningite meningococcica, l'esordio subdolo e l'assenza di una terapia precoce e salvavita. Adesso tocca alle Regioni mettere quanto prima a disposizione dei cittadini un'arma in più per tutelare la propria salute''.  Il profilo di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino ''sono stati stabiliti sulla base di un vasto programma clinico - concludono gli esperti - che ha coinvolto oltre 7mila persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti. A partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni che possono essere integrate negli interventi di vaccinazione di routine''. 

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Fonte: novartis

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