Aumenta il consumo giornaliero di farmaci. Cala la spesa in farmacia

Redazione DottNet | 04/07/2013 18:13

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Negli ultimi dieci anni è aumentato in Italia il consumo giornaliero di farmaci: da 600 dosi per mille abitanti a mille. E' quanto emerso al convegno in corso all'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

In particolare, a subire un incremento sono i farmaci per la terapia del dolore (il cui consumo aumenta di 20 volte, anche se la percentuale non è ancora molto alta), quelli per l'osteoporosi (un aumento di 15 volte), gli antidepressivi (che aumentano di quattro volte).   Stabili i Fans (antinfiammatori) e gli antibiotici, anche se il consumo rimane molto alto in Italia. Nel 63% dei casi il consumo di farmaci è attribuibile agli over 65.  L'Italia è il sesto mercato a livello mondiale per la spesa farmaceutica con un incremento del 33% dal 2005 al 2012 e per il 75% è sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale. L'incidenza della spesa farmaceutica pubblica e privata sul Pil è dell'1,6%. Per quanto riguarda invece i dati di spesa farmaceutica del primo trimestre e le stime per il 2013 - elaborati dall’AIFA, ma resi pubblici solo in forma parziale dal Sole 24Ore – va detto che confermano, ancora una volta, che la spesa per farmaci SSN distribuiti dalle farmacie continua a calare (-3,94% nel primo quadrimestre 2013, secondo i dati Federfarma), è pienamente sotto controllo ed è costantemente monitorata grazie ai dati puntuali forniti dalle farmacie.  Al contrario, la spesa per farmaci acquistati ed erogati dalle ASL è in costante aumento, tanto da indurre l’AIFA a stimare, sulla base dei dati incompleti forniti dalle ASL stesse, uno sforamento della spesa farmaceutica territoriale (che comprende sia la spesa per farmaci dispensati dalle farmacie che quella per farmaci distribuiti dalle ASL) di circa 420 milioni di euro rispetto al tetto fissato per il 2013, interamente dovuto alla distribuzione diretta. Assai maggiore lo sforamento stimato per la spesa farmaceutica ospedaliera (1.150 milioni di euro).  Le farmacie ricordano che il tetto di spesa farmaceutica territoriale è stato ripetutamente ridotto e portato, da ultimo, dal 13,1% del Fondo sanitario nazionale all’11,35%. In valore assoluto il tetto è stato ulteriormente abbassato a seguito dei tagli al Fondo sanitario nazionale (-600 milioni nel 2013, - 1 miliardo dal 2014), su cui il tetto stesso è calcolato. Trovano assurdo che nel tetto di spesa vengano inclusi i ticket pagati dai cittadini, con la conseguenza che, se una Regione aumenta i ticket, si riduce la disponibilità per l’erogazione dei medicinali e aumenta la probabilità di sforare.  Le farmacie, quindi, esprimono apprezzamento per le parole del Ministro della salute Lorenzin, che ha detto no ai tagli lineari alla spesa sanitaria.  

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Fonte: Iss, federfarma