Calabrò, si va verso il rinvio della polizza Rc. Così la nuova legge

Silvio Campione | 09/07/2013 06:56

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“Ci sono buone possibilità che l’entrata in vigore dell’assicurazione obbligatoria slitti di un anno”. Lo anticipa a Dottnet Raffaele Calabrò docente di cardiologia impegnato nella Commissione Affari Sociali della Camera e consulente del presidente della giunta regionale campana.

Come abbiamo scritto ieri il Comitato Unitario delle Professioni (Cup) e l'Associazione nazionale avvocati di Napoli hanno chiesto il rinvio dell'entrata in vigore dell'assicurazione obbligatoria per le professioni, prevista il 13 agosto. Da quella data – se non ci saranno rinvii - le singole aziende dovranno garantire la copertura assicurativa solo per colpa lieve provocata ai pazienti dai propri dipendenti mentre i singoli camici bianchi dovranno sottoscrivere una polizza assicurativa personale per danni provocati per colpe gravi. Anche i ginecologi, categoria particolarmente esposta, sono scesi in campo il 4 luglio scorso con un appello al ministro Lorenzin: “Conosco bene la gravità delle problematiche assicurative e siamo all’opera per trovare una soluzione – ha assicurato il Ministro. È un problema grave per tutti i medici, e in particolare per le categorie più a rischio, come i ginecologi e gli ortopedici”. “Abbiamo aperto dei tavoli su responsabilità professionale e assicurazioni, con l’ANIA, e inoltre sono al vaglio delle strutture ministeriali competenti una serie di misure per colmare varie lacune anche con il coinvolgimento del Ministero per lo sviluppo economico”. Il Ministero inoltre ha avviato dei contatti anche con alcuni broker assicurativi stranieri specializzati in RC sanitaria e sta valutando alcune esperienze positive di altri Paesi che potrebbe fungere da modello di riferimento. Per i ginecologi è necessario fissare quanto prima un tetto minimo e massimo ai risarcimenti ed equiparare le tabelle di indennizzi nelle varie Regioni. Importante inoltre valutare anche le esperienze di autoassicurazione (Fondi regionali) avviate da alcune Regioni, come Piemonte ed Emilia Romagna. Altri punti al centro dell’incontro quelli connessi alla responsabilità professionale: “Bruciamo denaro su due altari, quello della medicina difensiva e del contenzioso medico legale, con i costi dei tribunali” hanno detto i ginecologi ribadendo il diritto “a lavorare con serenità senza il fantasma della Procura della Repubblica in sala parto”. In tempi di crisi come questa, la medicina difensiva e il contenzioso medico legale fanno sprecare miliardi, denaro sufficiente a fare una finanziaria. Ma se il problema della responsabilità medica non verrà affrontato a livello legislativo il fenomeno non verrà mai risolto”.

Senatore Calabrò è ottimista sul rinvio?

C’è un buon cinquanta per cento di possibilità sulla buona riuscita dell’operazione come chiedono i professionisti, un lasso di tempo che ci servirà per effettuare le opportune modifiche.

Ecco, quindi quest’anno servirà per rivedere il testo?

Senza dubbio. Ma dovremo lavorare su un testo di legge che non sia discriminante nei confronti del medico e che allo stesso tempo dia garanzie al cittadino. Non ci sono più pretesti per non legiferare in materia di responsabilità civile dei medici: già durante la scorsa legislatura si era giunti a un testo ampiamente condiviso dalla maggioranza e dall'opposizione che ho riformulato e ripresentato. Ora mi batterò in Parlamento perché venga approvato in tempi brevissimi. Ribadisco l’importanza che si vari una norma per dare certezze ai medici.

Una legge attesa da molti

Ne siamo tutti consapevoli. Una legge sul rischio clinico non è materia tecnica: la posta in gioco è alta toccando la libertà del medico di lavorare in serenità, in piena coscienza e scienza, e ciò nell'interesse esclusivo del diritto alla salute sancito all'art.32 della Costituzione. Oggi, invece, i camici bianchi vivono con il timore di doversi imbattere in cittadini dalla denunzia facile, avvocati che offrono patrocino legale gratuito fuori gli ospedali e premi assicurativi dai prezzi proibitivi, anche di 10mila euro l’anno. Cifre che penalizzano ovviamente i più giovani. 

Quali potrebbero essere i contenuti della norma?

La responsabilità civile dev’essere a carico della struttura sanitaria, fermo restando che il paziente, che sia realmente vittima di dolo o colpa grave da parte del professionista, ha diritto a vedersi risarcito il danno dal professionista. Un’altra novità è contenuta nell’articolo 5, che prevede un tentativo obbligatorio di conciliazione tra il danneggiato (o gli eventuali aventi diritto al risarcimento) e il professionista. L’obiettivo è cercare di ridurre la mole del contenzioso, che sta facendo lievitare i costi della medicina difensiva, con cui si intendono tutte le pratiche messe in atto dal medico per difendersi da eventuali azioni civili e penali dei pazienti. La legge deve anche prevedere un'unità di risk management capace di prevenire e valutare gli errori sanitari: un medico che lavora in condizioni sempre più difficili per i continui tagli inferti al sistema sanitario, eccesso di ore di straordinario per carenza di personale, sovraffollamento dei Pronto Soccorso, può più facilmente cadere in errore non imputabile alla sua sola condotta.

I farmacisti (clicca qui per leggere la circolare di Federfarma) consigliano ai propri iscritti di non stipulare alcuna assicurazione finché non sarà emanato un Dpr. Che cosa ne pensa?

Non sono così sicuro che sia proprio come affermano i farmacisti. Vedremo comunque quale sarà la strada migliore per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. 

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Fonte: Dottnet