Omeoimprese, i farmaci omeopatici vanno regolamentati

Redazione DottNet | 10/07/2013 18:53

''Non vi sono assolutamente più scuse da parte del ministero della Salute per ritardare ulteriormente la definitiva regolamentazione dei medicinali omeopatici''

Ad affermarlo e' Giovanni Gorga, consigliere del direttivo di Omeoimprese, l'associazione che raggruppa la maggiori aziende del settore, in occasione della presentazione di un opuscolo sull'omeopatia che verra' distribuito gratuitamente nelle farmacie di Palermo.  ''Questi fattori di incertezza - sottolinea Gorga in una nota - pongono in grande difficoltà le imprese italiane e inducono le aziende europee a chiudere le unità produttive nel nostro Paese e a limitare fortemente la disponibilità dei loro prodotti. E naturalmente in questo clima di incertezza le aziende non possono fare piani di sviluppo che potrebbero incrementare gli occupati. L'omeopatia - prosegue - non incide sul bilancio del Servizio Sanitario Nazionale, è anzi opportunità di risparmio, ed è un'industria che sta rischiando di scomparire, con danni occupazionali, economici e perdita di gettito fiscale''.  Sono 11 milioni gli italiani che utilizzano i farmaci omeopatici, ma il settore dell'industria omeopatica, rileva l'Associazione medica italiana di omotossicologia (Aiot), ''vive di una incertezza normativa dal 2006, anno di entrata in vigore del decreto che ha recepito la direttiva europea sul codice unico del farmaco, nel quale rientrano anche i medicinali omeopatici''. Entro il 2015, ricorda l'Aiot, i medicinali attualmente in commercio dovranno essere registrati dall'Agenzia Italiana del Farmaco: ''la scadenza si avvicina e le aziende non possono iniziare la compilazione dei dossier di registrazione, per la scarsa collaborazione che trovano da parte dell'Agenia italiana del farmaco relativamente alla compilazione della documentazione necessaria'', sottolinea l'associazione, affermando che ''le aziende italiane dell'industria omeopatica chiedono di avere un preciso quadro normativo di riferimento'' e ''hanno forti perplessità sul mantenimento della scadenza del 2015''.

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Fonte: Omeoimprese

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