Convocati i sindacati: sciopero per ora confermato

Redazione DottNet | 13/07/2013 19:23

ministero-della salute sindacato lorenzin

Il ministro della salute ha convocato i sindacati della dirigenza medica e veterinaria giovedì 18 luglio 2013 alle ore 18 presso la sede di Lungotevere Ripa, 1.

La richiesta che i dirigenti medici, veterinari, sanitari, tecnici, amministrativi, e professionali del Servizio Sanitario Nazionale e i medici in formazione specialistica, nel confermare lo sciopero nazionale del 22 luglio prossimo, hanno indirizzato al ministro della Salute in una lettera aperta è chiara: ''attenzione particolare ed un contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzo possibile soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema sanitario''.  ''I provvedimenti - affermano i sindacati medici nella lettera aperta - legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria, hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi, minacciando l'erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza''. Tutto ciò, sottolineano, ha provocato ''un grave deterioramento delle condizioni di lavoro del personale medico e sanitario che si traduce in milioni di ore di straordinario non pagato, nel taglio indiscriminato di strutture semplici e complesse, con limitazione della progressione di carriera, nell'incremento del numero dei contratti atipici e nel ricorso alla medicina difensiva''.  Il risultato ultimo di queste ''politiche regressive - incalzano le organizzazioni mediche - è da una parte un sempre maggior numero di cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti ad un massiccio ricorso alla sanità privata e dall'altra un crescente disagio del personale sanitario che è lasciato solo ad affrontare la domanda di salute dei cittadini''. Con la ''nostra protesta chiediamo - concludono - di rendere esigibili diritti ancora oggi negati: la sicurezza delle cure ed il riposo psico-fisico, una giusta e completa formazione professionale e l'adeguatezza delle dotazioni organiche, una progressione di carriera fondata sulla competenza al riparo dalla invadenza della politica. Pretendiamo luoghi di lavoro, a cominciare dal Pronto soccorso, caratterizzati da dignità, sicurezza ed appropriatezza, esigiamo la fine dello sfruttamento del lavoro precario''.

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Fonte: intersindacale