L’Irap è dovuta dagli Mmg che corrispondono compensi a terzi

Redazione DottNet | 14/07/2013 17:20

La questione Irap sì e Irap no ogni anno assume i connotati di una commedia kafkiana.

Ecco le ultime novità sull’argomento, come riporta Gianfranco Ferranti per il Sole24ore.  Per i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale (Ssn) i requisiti per l'esclusione sono più ampi. Sono le principali aperture ai «piccoli» contribuenti fornite dalla Cassazione per l'esclusione dall'Irap: una questione che si ripropone costantemente per tanti mini-imprenditori e professionisti, che sono al confine rispetto al requisito dell'autonoma organizzazione. Tutto questo in attesa che trovi applicazione, dal 2014, la disciplina introdotta dall'articolo 1, comma 515, della legge 228 del 2012 (legge di stabilità 2013), per la quale non è stato ancora emanato il decreto di attuazione. L'ordinanza 13048/2012 e la sentenza 11197/2013 hanno precisato che la disponibilità di strumenti di diagnosi, per quanto complessi e costosi, da parte dei medici di base convenzionati con il Servizio sanitario nazionale non è idonea a configurare la sussistenza dei presupposti impositivi perché questi strumenti, «quali che siano il loro valore e le loro caratteristiche, rientrano nelle attrezzature usuali», dal momento che si chiede a tali professionisti di svolgere «una funzione di "primo impatto" a difesa della salute pubblica».La sentenza 4923/2013 ha, invece, affermato che sussiste il requisito dell'autonoma organizzazione se un medico generico convenzionato con il Ssn corrisponde compensi a terzi per circa 31mila euro e si avvale di una segretaria part-time.

Gli iscritti agli albi: La Cassazione ha costantemente affermato che l'esercizio di un'attività autonomamente organizzata non presuppone necessariamente che la struttura debba essere in grado di funzionare in assenza del titolare: non è d'ostacolo il fatto che lo stesso titolare risulti insostituibile, trattandosi di categorie "protette" dalla previsione dell'iscrizione in albi (si vedano le sentenze 16855 e 21989 del 2009 e le 19688 e 22873 del 2011).Resta una voce isolata, invece, la sentenza 238/01/2013 della Ctr Lazio, secondo la quale in tali casi i professionisti sono sempre esclusi dall'Irap, perché la loro presenza è sempre indispensabile. Questa motivazione suscita più di una perplessità, perché porterebbe a disattendere il principio (affermato nella sentenza 156/2001 della Consulta) per il quale l'Irap è dovuta dagli esercenti arti e professioni solo in presenza di un'autonoma organizzazione.

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Fonte: sole24ore

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