Cosmesi: stallo in farmacia, male le profumerie

Redazione DottNet | 15/07/2013 19:12

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Giù le profumerie e i punti vendita professionali, segni meno anche per le farmacie e mass market, in decisa risalita le erboristerie. I dati arrivano dalla rilevazione congiunturale di metà anno condotta da Cosmetica Italia, l'associazione che rappresenta le imprese del comparto che una volta si chiamava Unipro.

Secondo lo studio i consumi fanno segnare un -2,4% a valori che nelle proiezioni dovrebbe trasformarsi a fine anno in un -2,8%, per un giro d'affari stimato in circa 9.400 milioni di euro. Da precisare, tuttavia, che cala il giro d'affari ma non i volumi: vale a dire che non si rinuncia al cosmetico ma si cercano prodotti di fasce più basse e canali di vendita più economici. In pratica continuano ad andare bene i segmenti alti e quelli più in basso: in crisi la fascia intermedia e i canali di vendita più statici, incapaci di soddisfare la "shopping experience" dei nuovi consumatori. Ma vediamo come vanno le cose in farmacia: ci sono segnali di difficoltà nel canale farmacia-cosmesi (-1,1% nel primo semestre secondo la rilevazione congiunturale, con le stime per fine anno che confermano lo stesso valore e ipotizzano un giro di affari attorno ai 1.700 milioni di euro) ma per il 2014 si prevede una rapida risalita. Anche perché il consumatore ripone molta fiducia nella farmacia per l’elevata specializzazione e dai servizi accessori. L’unica minaccia potrebbe arrivare dalle erboristerie che sono cresciute nei primi sei mesi del 3,5% (valore che dovrebbe essere confermato anche a fine 2013) per un giro d'affari che a dicembre dovrebbe superare i 410 milioni. Le farmacie sono molto più avanti, ma il trend appare positivo sia per il successo dei monomarca che dalla tendenza ambientalista degli utenti. In discesa anche la grande distribuzione che però potrebbe recuperare a fine anno, dove iper e super mostrano segni di cedimento più vistosi.

 Fonte: cosmetica italia