Veneto, un anno per estinguere i debiti delle Asl

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/07/2013 10:33

Commenti positivi dal mondo delle imprese per il disegno di legge regionale approvato ieri dalla Giunta Zaia, che promette l’estinzione in un anno di tutti i debiti delle Asl venete.

Le spettanze, in tutto 1 miliardo e 400 milioni circa, verranno saldate attingendo al Fondo istituito dal Governo proprio per il pagamento degli arretrati in Sanità, circostanza che ha mandato su tutte le furie il governatore della Regione: «Lo facciamo per il bene delle nostre imprese» ha detto Luca Zaia «ma è assurdo: dobbiamo chiedere soldi in prestito a un tasso del 4% quando a Roma abbiamo due miliardi di euro bloccati a causa del Patto di stabilità». Nel Veneto la mappa dei ritardi nei pagamenti ai fornitori della Sanità è a macchia di leopardo: alcune Asl saldano con dilazioni contenute, altre arrivano anche a 400 giorni. Non hanno invece motivo di lamentarsi le farmacie, ma soltanto sulla dcr: «I rimborsi che arrivano dalle distinte» spiega Marco Bacchini, consigliere di Federfarma Veneto «arrivano regolarmente: in passato si era registrato qualche ritardo in una provincia, ma è tutto rientrato. Diverso invece il discorso relativo a presidi, integrativa e vecchia dpc: ogni Asl fa storia a sé ma qui i ritardi sono più consistenti e vanno da qualche mese fino a un paio di anni». Intanto arrivano altri elogi alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dei pignoramenti nelle Asl delle Regioni sottoposte a piano di rientro. E’ il caso di Federfarma Catanzaro, che proprio nei giorni scorsi aveva minacciato azioni ingiuntive per recuperare gli interessi sulle somme versate tardivamente dall’Asl cittadina. «Con questo importantissimo intervento» osserva il presidente del sindacato provinciale e regionale, Vincnzo De Filippo «la Corte Costituzionale ha sanato una situazione che sarebbe stata impensabile in qualsiasi altro Paese civile. Ora l’Azienda sanitaria rimpiangerà l’occasione persa quando non ha firmato l’accordo che le avevamo proposto sui ritardati rimborsi; le farmacie presenteranno un conto salato, aggravato di spese legali e oneri connessi».

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Fonte: federfarma, regione veneto

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