Palermo, alleanza tra medici, farmacisti, asl e laboratori

Redazione DottNet | 24/07/2013 19:26

Munire il territorio di una “catena della prevenzione” che unisca medici di mg, pediatri, farmacie, laboratori di analisi, presidi Asl e ambulatori ospedalieri. Una “filiera” multiprofessionale sulla quale costruire un’assistenza continua e integrata, che sia di supporto alla deospedalizzazione e alla riorganizzazione del servizio sanitario regionale.

E’ la proposta che arriva dalle 320 farmacie del territorio di Palermo e provincia, una sorta di dichiarazione d’intenti rivolta alla Regione per provare la disponibilità dei titolari a collaborare alle riforme dell’Assessorato. «Troppo spesso siamo considerati dalla collettività meri distributori del farmaco» spiega il presidente dell’associazione titolari di Palermo, Roberto Tobia «invece in tutte le politiche sanitarie più moderne, quelle cioè che privilegiano la prevenzione e l’assistenza territoriale per migliorare la  qualità della vita e ottenere significativi risparmi sulla spesa sanitaria, individuano nella farmacia uno sportello avanzato con cui raggiungere assistiti e pazienti». Ed ecco quindi la proposta della “catena della prevenzione”, orientata innanzitutto a rendere meno traumatica la riorganizzazione della Sanità. «Il paradigma» riassume Tobia «è quello della farmacia dei servizi e della medicina d’iniziativa: il paziente cronico viene “preso in carico” dal medico di base insieme al farmacista, affinché sia seguito nella terapia, con il curante che controlla e il farmacista che verifica l’aderenza alla cura». E a guadagnarne non sarebbe soltanto il paziente, ma anche la comunità: «E’ stato calcolato che su una spesa di 2,5 miliardi di euro per ricoveri, quelli evitabili ammontano a quasi il 25%, con un risparmio di almeno 600 milioni di euro».

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Fonte: federfarma

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