Bioetica, tenere aperte le terapie intensive

Redazione DottNet | 25/07/2013 12:46

E' necessario che l'organizzazione delle terapie intensive anche in Italia si adegui al modello della "terapia intensiva aperta", recuperando il divario rispetto ad altri Paesi in Europa e in America che già da tempo si sono orientati con successo in questa direzione.

Lo afferma il comitato nazionale di bioetica in un parere approvato lo scorso 19 luglio all'unanimità nel quale si sottolineano i benefici per la salute dei malti e delle famiglie. Numerosi dati suggeriscono, infatti, che la promozione dell'accesso per familiari e visitatori che non solo non è pericolosa per i pazienti, ma anzi è benefica sia per loro sia per chi e' accanto ai malati. In particolare l'"apertura" dei reparti non causa un aumento delle infezioni nei pazienti, mentre si riducono in modo statisticamente significativo tanto le complicanze cardio-vascolari. Inoltre, i pazienti presentano indici ormonali di stress significativamente più bassi. Un ulteriore effetto positivo è rappresentato dalla netta riduzione dell'ansia nei familiari. Ad esempio, madri di bambini ricoverati in TI "aperte" hanno indici di stress più contenuti di quelle di bambini nelle TI con "accesso limitato".  Il parere chiarisce peraltro che "aperta" non significa affatto TI "senza regole", ed è utile e necessaria una disciplina che permetta di organizzare le aperture in modo da salvaguardare anche gli altri valori in gioco. Nel documento si pone quindi in evidenza anche il problema delle norme di condotta che gli stessi visitatori debbono rispettare per mantenere ordinato, rispettoso dei luoghi e delle persone e proficuo l'accesso agli ospedali e alle terapie intensive in particolare. Il parere e' stato curato curato da Andrea Nicolussi e porta la sua attenzione su un aspetto particolare dell'organizzazione sanitaria, quello delle visiting policies (accompagnamento e visita dei familiari) in Terapia Intensiva: una applicazione, non sempre adeguatamente considerata, del principio del rispetto della persona nei trattamenti sanitari. 

Fonte: comitato bioetica

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