Mmg, nasce un osservatorio contro gli abusi burocratici

Redazione DottNet | 29/08/2013 17:25

Nasce un osservatorio sulle prescrizioni improprie che avrà il compito di raccogliere tutti gli abusi “burocratici” perpetrati ai danni dei medici e dei cittadini. L’iniziativa parte in via sperimentale dalla Fimmg Lazio in risposta alle numerose segnalazioni che sono giunte nell’assistenza sanitaria regionale.

Se i risultati saranno incoraggianti, è probabile che il modello sarà esportato anche in altre regioni. “Il livello di burocrazia in sanità – si legge nella nota del sindacato - è arrivato a livelli mai visti in questi ultimi anni, non è infrequente che negli studi dei medici di famiglia giungano cittadini in preda a problemi di burocrazia spicciola i quali per carenze o cattiva volontà di terzi, ricevono informazioni errate su procedure o percorsi, disinformazione sembrerebbe quasi attuata ad arte e atti che spesso sfociano in conflittualità indotte da terzi”. Ma i medici della Fimmg Lazio fanno anche qualche esempio: “Certificati di malattia non rilasciati dai pronto soccorso e conseguenti peregrinazioni del cittadino, ospedali e presidi specialistici che non rilasciano le regolari ricette rosa del SSN, demandando a terzi la prescrizione, Inps e Inail i cui "sportellisti" non accettano certificati post ricovero o dei pronto soccorsi perché cartacei. Presidi che chiudono le agende di prenotazione per le visite specialistiche andando contro le disposizioni di legge e compiendo abusi su chi ha più bisogno di essere aiutato, o che invitano i pazienti ad utilizzare impropriamente i percorsi di urgenza per by passare le liste d’attesa ormai insostenibili: basti pensare che ormai un'ecografia prima di un anno non si trova, per una protesi d'anca o di ginocchio siamo passati da circa otto mesi dello scorso anno ai 5-20 mesi di attesa, chi può si riversa sul privato, una protesi d'anca migliaia e migliaia di euro”. “Per una visita – evidenzia il sindacato - i tempi diventano biblici, una visita dermatologica prima di sei mesi si e' fortunati. La Regione che prima pubblicava i tempi d'attesa ora non lo fa più, alla faccia della trasparenza. Per tale motivo intendiamo esporre nei nostri Studi una locandina in cui informiamo i cittadini dei loro diritti sanciti per Legge ma calpestati quotidianamente come l'esistenza della Legge 266/2005, art. 1, comma 282, che stabilisce che “è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni” e che chi lo fa e' passibile di sanzione: "ai soggetti responsabili delle violazioni del divieto di cui al comma 282 è applicata la sanzione amministrativa da un minimo di 1000 euro ad un massimo di 6000 euro”. Forse bisogna cominciare ad applicarle”. Una speciale commissione valuterà il caso assieme all’ufficio legale se ritenuto perseguibile, segnalabile o altro.

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Fonte: fimmg

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