Lorenzin, patto salute, contratto e piccoli ospedali prossimo impegno

Redazione DottNet | 02/09/2013 19:12

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Ministero della Sanità e Regioni discuteranno il 9 settembre - nel nuovo tavolo sulla patto aperto prima dell'estate - anche il piano degli ospedali che prevede di ''centralizzare in strutture sempre più efficienti e sempre più tecnologici i servizi migliori e riconvertire, non chiudere, i piccoli ospedali che non riescono a dare una giusta prestazione''.

Lo ha sottolineato il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin: ''Questa riconversione si fa in base a una valutazione incrociata con il piano esiti nazionale - ha aggiunto il ministro -. Oggi abbiamo finalmente il piano nazionale esiti che ci permette di osservare l'attività di ogni ospedale, azienda e reparto. Possiamo valutare così in modo oggettivo le strutture che vanno potenziate e quelle che vanno modificate. Questo non con azioni punitive ma nell'interesse del paziente ad avere la prestazione giusta nel luogo in cui può essere erogata''. ''Questo non significa smantellare le strutture periferiche - ha sottolineato il ministro - ma trasformarle, nell'ottica del trasferimento a domicilio dei servizi, di strutture intermedie per quanto riguarda ad esempio le post acuzie e delle funzioni delle strutture poliambulatoriali. Siamo tutti d'accordo che è necessario uscire da una fase di emergenza e programmare con punti certi''.
Così dopo i tagli delle ultime manovre e le proteste delle Regioni, il ministro Lorenzin ha promesso di reperire i fondi per la copertura di 2 miliardi, evitando così il ricorso all'introduzione di nuovi ticket per il 2014. In primo piano resta poi la definizione dei costi standard, cioè quelli che verranno presi a riferimento per il riparto nazionale dei fondi. Spetterà alla Conferenza delle regioni individuare le tre benchmark tra le 5 selezionate dal Governo: Umbria, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Veneto. Ad attendere soluzione anche il rinnovo del contratto di lavoro per il personale sanitario, fermo al 2009. In compenso, è in arrivo un concorso pubblico riservato per la stabilizzazione di 35.000 precari. Quanto al capitolo farmaci, entro fine 2013 il Governo, insieme a grossisti e farmacisti dovranno accordarsi sul nuovo sistema di remunerazione della filiera, come previsto dalla legge Balduzzi.   Il Parlamento invece dovrà vedersela con il ddl Lorenzin, tra le cui novità spicca la riforma degli ordini professionali sanitari. Ma tra i temi sul tappeto, anche l’obbligo assicurativo per i sanitari, atteso per agosto 2013 e slittato di un anno col decreto "Fare". Molti poi i provvedimenti in discussione presso le commissioni XII di Camera e Senato. A Montecitorio, attende approvazione il ddl sulla donazione del corpo post mortem, che prevede l’utilizzo dei cadaveri a fini di ricerca. A palazzo Madama, tra i ddl in lista d'attesa, spiccano quelli sulle malattie rare e sul riconoscimento dell'omeopatia e della medicina tradizionale cinese, nonché la proposta di istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficienza e l'efficacia del Ssn, che porta la firma del precedente presidente, il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Il commento di Anaao: Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, prendendo spunto da recenti fatti di cronaca, vuole avviare la riconversione dei piccoli ospedali perché non sarebbero in grado di fornire un’assistenza di qualità. E ha comunicato che "è già pronto il documento che ridisegna la sanità in Italia”. Al Ministro l’Anaao Assomed, vuole rivolgere una domanda, confidando in una sua risposta: non crede sia poco credibile, se non illusorio, riorganizzare la sanità italiana senza, o peggio, contro i Medici e le altre professionalità del mondo sanitario, sistematicamente esclusi dai confronti sul Patto per la Salute? AI Medici e ai dirigenti sanitari – afferma il Vice Segretario Nazionale Anaao Assomed, Mario Lavecchia - interessa soprattutto poter lavorare in sicurezza, sia per curare al meglio i malati sia per dare serenità a tutti gli operatori che lavorano in ospedale. Il numero dei posti letto di per sé non è un indice di sicurezza o di qualità delle prestazioni erogate. Lo è invece avere standard organizzativi adeguati sia di personale sia di servizi, correlandoli alle popolazioni di riferimento del singolo ospedale e quindi alla casistica afferente. L’Anaao  Assomed  si è dichiarata da sempre disponibile a portare il proprio contributo su questa materia, ma stiamo ancora aspettando che finalmente si definiscano dopo i LEA anche i LEO (livelli essenziali organizzativi) a cui vincolare Regioni ed Aziende sanitarie nei loro processi di riorganizzazione spesso dettati esclusivamente da ragioni economiche. Nel frattempo i contratti di lavoro rimangono al palo, la normativa su riposi e orario di lavoro non viene rispettata, indifferenti anche ai richiami della Europa, la necessità di una legge sulla responsabilità professionale e sulla riduzione del rischio clinico continua ad essere elusa. Dopo il segnale positivo, ancorché tutto da verificare, dei provvedimenti sul precariato, assistiamo ad una preoccupante disattenzione nei confronti del ruolo e della professionalità di quanti continuano a garantire con sacrifici crescenti la tutela della salute dei cittadini. Una politica ondivaga sembra quella con cui dovremo confrontarci.

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Fonte: ministero della salute, anaao